CONGEDO PARENTALE (Astensione facoltativa)


Il congedo parentale ( ex facoltativa) spetta, per ogni bambino/a, ad entrambi i genitori, anche congiuntamente:

- fino al compimento di 8 anni di età del bambino/a
- per un periodo complessivo, tra i 2 genitori, non superiore a 10 mesi (elevabile a 11 mesi qualora il padre fruisca di almeno 3 mesi di congedo)


Casi possibili di congedo (in mesi):

Madre Padre Madre Padre Totale
Dipendente Dipendente 6 7 11
Casalinga Dipendente 0 7 7
Autonoma Dipendente 3 7 10
Dipendente Autonomo 6 0 6


Termini diversi di preavviso possono essere stabiliti dai CCNL.

NB: preavvisare il datore di lavoro almeno 15 giorni prima dell'inizio dell'astensione.

Art. 32 D. Lgs. 151/2001




Cos'è il congedo parentale


Per congedo parentale si intende la possibilità da parte di entrambi i genitori naturali di astenersi dal lavoro facoltativamente e contemporaneamente entro i primi otto anni di vita di ogni loro bambino/a.
Il T.U. risolve in positivo l'ipotesi del congedo parentale in caso di parto plurimo prevedendo il diritto al congedo parentale dei genitori per "ogni bambino/a".

Un'innovazione importante è data dalla possibilità della fruizione contemporanea del congedo parentale da parte dei due genitori: inoltre il padre può utilizzare il proprio periodo di congedo parentale durante il periodo di congedo di maternità della madre e mentre la madre usufruisce dei riposi giornalieri per l'allattamento.

Hanno diritto al congedo parentale i lavoratori e le lavoratrici dipendenti (esclusi quelli a domicilio o gli addetti ai servizi domestici) titolari di uno o più rapporti di lavoro in atto e le lavoratrici madri autonome.

Il congedo parentale spetta al genitore richiedente anche qualora l'altro genitore non ne abbia diritto in quanto non occupato o perché appartenente ad una categoria diversa da quella dei lavoratori subordinati.





Durata massima del congedo parentale

I congedi parentali dei genitori non possono complessivamente eccedere il limite di 10 mesi:

- alla madre lavoratrice compete, trascorso il periodo di congedo obbligatorio di maternità, un periodo continuativo o frazionato non superiore a 6 mesi.

- al padre lavoratore compete un periodo facoltativo continuativo o frazionato non superiore ai 6 mesi elevabile a 7 se questi fruisce del congedo parentale per almeno 3 mesi;

- se il padre fruisce del congedo parentale (continuativo o frazionato) per almeno 3 mesi il periodo complessivo, per entrambi i genitori, è elevato a 11 mesi; la madre non può comunque usufruire dell'assenza facoltativa per più di 6 mesi e il padre può astenersi facoltativamente dal lavoro per 7 mesi a patto che la madre si astenga per soli 4 mesi.
Il limite complessivo non può comunque eccedere gli 11 mesi.

- Le lavoratrici autonome hanno diritto a fruire del congedo parentale per un massimo di tre mesi entro l'anno di vita del bambino/a.

- la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre di minore con handicap in situazione di gravità accertata (Legge n.104/1992 art.4, comma 1), hanno diritto al prolungamento fino a tre anni del congedo parentale a condizione che il bambino/a non sia ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati.



La frazionabilità del periodo di congedo parentale avviene, con il previsto e dovuto preavviso, per libera scelta del lavoratore/trice, ma tra un periodo di congedo e l'altro, anche di un solo giorno, ci deve essere effettiva ripresa dell'attività lavorativa.




Adempimenti

Ai fini dell'esercizio del diritto al congedo parentale, i genitori lavoratori devono preavvisare, salvo casi di oggettiva impossibilità, il datore di lavoro secondo le modalità previste dai rispettivi contratti collettivi, e, comunque, con un periodo di preavviso non inferiore ai quindici giorni.

Il genitore richiedente deve allegare alla domanda:

- certificato di nascita (o dichiarazione sostitutiva) da cui risulti la paternità o la maternità ( i genitori adottivi o affidatari sono tenuti a presentare il certificato di stato di famiglia che includa il nome del bambino/a ed il provvedimento di affidamento o adozione);

- dichiarazione non autenticata di responsabilità dell'altro genitore da cui risulti il periodo di congedo eventualmente fruito per lo stesso figlio; nella dichiarazione occorre indicare il proprio datore di lavoro o la condizione di non avente diritto al congedo;

- analoga dichiarazione non autenticata di responsabilità del genitore richiedente relativa ai periodi di astensione eventualmente già fruiti per lo stesso figlio;

- impegno di entrambi i genitori a comunicare le variazioni successive.





Genitore solo


Se il genitore è solo il periodo di astensione facoltativa di 10 mesi va riconosciuto interamente a lui.
Per genitore "solo" l'Inps ha precisato che si intende:
- morte di un genitore
- abbandono da parte di un genitore
- affidamento del figlio/a esclusivamente ad uno dei genitori, risultante da un provvedimento formale.

Il caso di grave infermità di un genitore non è ritenuto dall'INPS rientrante nella fattispecie di "genitore solo". Secondo l'Inca/CGIL l'esclusione non è giustificabile, specie se si tratta di infermità grave e permanente.
In questa ipotesi è opportuno rivolgersi al proprio sindacato per promuovere un'azione per affermare il diritto del "genitore solo" al godimento di tutti i 10 mesi del congedo parentale complessivo.
Tutte le altre ipotesi di "genitore solo" di fatto, non consentono, a parere dell'INPS, di fruire del beneficio dei 10 mesi.
Alcuni casi potrebbero essere sostenuti in contenzioso a tutela del minore.




Malattia durante il congedo parentale

L'insorgere di malattie durante il periodo di congedo parentale interrompe il periodo stesso con conseguente slittamento della scadenza e fa maturare il trattamento economico relativo alle assenze per malattia.


E' evidente che in tal caso occorrerà inviare all'azienda il relativo certificato medico e comunicare esplicitamente la volontà di sospendere il congedo per la durata del periodo di malattia ed eventualmente spostarne l'utilizzo.




Risposta ad alcune domande


Se la madre e il padre fossero non sposati e non conviventi, alla madre spettano i 10 mesi di congedo parentale come unico genitore?

Solo se il figlio è affidato esclusivamente alla madre, sulla base di un provvedimento formale.


Il datore di lavoro può opporre le esigenze aziendali alla concessione del congedo?

No, si possono individuare criteri e modalità, ma solo a seguito di contrattazione collettiva, non come decisione unilaterale del datore di lavoro.


I 15 giorni di preavviso sono da intendere come giorni di calendario o come giorni effettivamente lavorati?

La legge non lo precisa, ma è da ritenere che si tratti di giorni di calendario.


Se la madre ha già usufruito dei 6 mesi di astensione facoltativa nel corso del 1° anno di vita di un figlio, può assentarsi per altri ulteriori mesi?

Avendo già utilizzato i 6 mesi di astensione facoltativa, non ha diritto a ulteriori mesi di congedo parentale.
La nuova legge, per la madre lavoratrice subordinata, prevede un congedo parentale che sostituisce e assorbe la precedente astensione facoltativa dal lavoro. Solo la madre che nel frattempo è diventata single ha diritto a integrare l'assenza fino a 10 mesi (ha quindi diritto a ulteriori 4 mesi).


Può la madre utilizzare i 4 mesi di congedo parentale del padre, previa rinuncia di questi?

No. La legge ha attribuito un diritto originario al congedo parentale per la madre e per il padre, lavoratori subordinati. Questo significa che i mesi di congedo parentale residui possono essere goduti solo dal padre e non sono trasmissibili alla madre, che continua a poter godere al massimo di 6 mesi.

Il genitore ha diritto al congedo anche se il figlio non è convivente?

Si.


Da quando il padre ha diritto di utilizzare il congedo parentale? Da subito o devono trascorrere i 3 mesi previsti per la maternità obbligatoria, anche se la madre non ne usufruisce?

Il padre può utilizzare da subito il congedo. E non solo quando la madre non ne usufruisce, ma anche quando ne usufruisca.


Il congedo parentale può essere utilizzato contemporaneamente dalla coppia di lavoratori subordinati?

Si! Ed è possibile che il padre utilizzi il congedo e la madre i riposi orari giornalieri, ma attenzione, l'inverso non è previsto.


Il datore di lavoro può rifiutare di concedere il periodo di congedo parentale richiesto con regolare preavviso?

No. Finché non interverrà la contrattazione collettiva, come indicato nella legge, per regolare criteri e modalità di utilizzazione del congedo, basta la richiesta.


Può il datore di lavoro negare un congedo parentale, laddove la richiesta non sia stata consegnata entro 15 gg. previsti?

Si, a meno che non si possa provare un'oggettiva impossibilità.


Come si calcola il periodo di congedo parentale?

Il periodo può essere utilizzato anche frazionatamente. La legge non indica un periodo minimo, ma tra un periodo e l'altro di congedo vi deve essere ripresa lavorativa.
I giorni non lavorativi e festivi (sabato-domenica) compresi nel periodo di congedo, vengono computati nel calcolo dell'assenza.


Se viene richiesto un congedo per un periodo che va da lunedì a venerdì, con il sabato non lavorativo, quanti sono i giorni di congedo?

Si calcolano tutti i giorni fino al rientro al lavoro.


Si può chiedere un giorno di congedo la settimana?

Si, è meglio concordare con il datore di lavoro se il preavviso va dato settimana per settimana oppure una sola volta per un congruo periodo di tempo.

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