T-Systems Italia

Contratto di solidarietà in T-Systems Italia

T-Systems Italia  è un’azienda informatica originata da una operazione di outsourcing e di esternalizzazione del Banco Ambrosiano Veneto avvenuta nel 1997, a cui si sono aggiunte nel corso degli anni varie acquisizioni di rami d’azienda da importanti gruppi italiani (Marzotto, Valentino, Snia, Coin, De Agostini, Folletto Adr, ecc.)
Dal 2001 la proprietà dell'azienda è passata al 100% al gruppo Deutsche Telekom . T- Systems Italia appartiene all’Area del Credito, ed applica un suo Protocollo Modificativo al CCNL di categoria, ma non aderendo ad Abi  non può usufruire del fondo esuberi.  Oggi  occupa circa 650 dipendenti distribuiti tra la sede principale di Vicenza, Assago, Roma e Napoli  e fornisce servizi di Information Technology e Telecomunicazioni ad aziende private e istituzioni pubbliche.
L’azienda tramite appalti e forniture di servizi, dà lavoro ad altri 350 lavoratori.

I numeri della crisi

(in milioni di euro)
2008
2009
A) Valore della produzione
160,30
169,00
B) Costi della produzione
171,10
176,60
Differenza fra valore e costi della produzione
(10,80)
(7,60)
C) Proventi e oneri finanziari
(0,00)
(0,40)
E) Saldo tra proventi e oneri straordinari
(7,40)
(8,10)
Risultato prima delle imposte
(18,20)
(16,10)
Imposte sul reddito dell'esercizio
(1,10)
(1,80)
Perdita dell'esercizio
(19,30)
(17,90)


La chiusura di appalti - La mobilità
La causa principale del calo di fatturato e delle perdite è dovuta in gran parte alla revoca dell’appalto da parte del Gruppo Intesa San Paolo che contrariamente a dieci anni fa h optato per l’insourcing dei servizi finora richiesti a T-Systems.
I primi interventi messi in campo dall’azienda sono stati principalmente indirizzati sull’obiettivo della riduzione dei costi.
Molte consulenze ma soprattutto alcuni appalti non sono stati rinnovati e per decine di lavoratori dipendenti da altre società (un esempio per tutti è quello della IOTECH) si è delineata la triste prospettiva della mobilità.

Per i dipendenti interni invece la riduzione dell’organico è stata fatta inizialmente con l’incentivazione all’esodo e con un accordo con le organizzazioni sindacali firmato a fine 2007 tendente a contenere i costi relativi a trasferte e parti variabili dello stipendio.

Le misure messe in campo si rivelano però nel 2009 insufficienti al il raggiungimento dell’obiettivo posto dalla casa madre di chiudere l’anno in corso con una perdita di 1,9 Milioni di €.

103 esuberi

In Marzo l’azienda comunica una ulteriore drastica riduzione dei consulenti esterni; dichiara inoltre (avendo mancato con le misure adottate finora l’obiettivo di risparmio prefissato a carico del personale, la volontà di attuare quanto previsto dalla Legge 223 del 23 luglio 1991 in tema di licenziamenti collettivi per 103 dipendenti cosi ripartiti tra le varie sedi:

precisando inoltre che l’aggravarsi col passare del tempo della situazione avrebbe comportato un aumento nel numero degli esuberi.

Le Organizzazioni sindacali rispondono con un chiaro e forte NO a queste drammatiche prospettive, e ribattono all’azienda di concordare in ottica solidaristica le misure che si renderanno necessarie senza sacrificare alcun posto di lavoro, così come previsto dal precedente accordo dell’ìottobre 2007 , di cui chiedono altresì la conferma nella sua interezza.

Le assemblee

Parte da qui un giro assembleare che tocca in aprile tutte le sedi di T-Systems Italia, con lo scopo di condividere con i lavoratori una soluzione alternativa e solidaristica che eviti totalmente i licenziamenti , permettendo allo stesso tempo di ridurre il costo del personale di un importo equivalente a quello che si sarebbe ottenuto coi licenziamenti.

Con una partecipazione alle assemblee del 75% dei dipendenti i lavoratori votano a grande maggioranza (80%) a favore di una soluzione solidale a tutela di tutti i posti di lavoro.

L'accordo quadro

Forti del mandato assembleare le OO.SS. si siedono al tavolo per una lunga e serrata trattativa .
La notte del 16 aprile si raggiunge un accordo quadro con la sottoscrizione di un contratto di solidarietà che coinvolge 400 dipendenti e che esclude l’utilizzo da parte dell’azienda sia dei licenziamenti che della cassa integrazione.
L’accordo quadro fissa il perimetro del contratto di solidarietà da attuare nella complessa realtà aziendale.

Il contratto di solidarietà

E dopo non poche difficoltà nel rendere operativo un ammortizzatore sociale finora poco usato (e poco conosciuto sia dal sindacato che dall’inps che dall’associazione industriali) il 27 maggio viene sottoscritto il contratto di solidarietà vero e proprio: viene lanciata una scommessa tra mille discussioni, proteste litigi che lasciano sempre il segno….

Riorganizzare il lavoro degli uffici coinvolti sapendo che ogni dipendente lavorerà 1 giorno in meno alla settimana garantendo lo stesso gli attuali livelli di servizio (tutelati da clausole contrattuali ) verso i clienti è la sfida di questi giorni.

Non sono compresi nel contratto di solidarietà i lavoratori del Centro Stampa, ceduti dal primo giugno come ramo d’azienda ad una società che applica il CCNL del commercio.

Garantire l’occupazione a questi lavoratori è stato l’oggetto di un accordo di cessione firmato il 21 maggio; infine l’armonizzazione tra i contratti di lavoro è un’attività, rivelatasi molto complessa, che ci sta impegnando in questi giorni.


Le RSA Fisac/Cgil di T-Systems Italia

 

 

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