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Banca Popolare di Vicenza: Vademecum Fondo Solidarietà

Come ormai tutti saprete lo scorso 13/07 è stato firmato l’accordo con la delegazione di ISP che consente a tutti i colleghi del perimetro che maturano i requisiti pensionistici entro il 31/12/2024 (fermo restando il termine massimo di 7 anni di contribuzione da parte del fondo) di accedere al fondo straordinario di solidarietà per il credito.

Tra fine 2016 e 2017 – in occasione del precedente “scivolo” - avevamo pubblicato due numeri di Banconote che volevano spiegare come funziona la parte straordinaria del fondo. Ripresentiamo, quindi, il medesimo vademecum che – nella parte “generale” (prestazioni, aspetti fiscali, normative di legge) - non cambia rispetto alla precedente comunicazione (soprattutto in merito al calcolo della prestazione, informazione che da più parti ci è stata richiesta in questi giorni che trovate al punto 4) ma che non vede, invece, la parte relativa agli incentivi che – come noto – non sono previsti per questo accordo.

Ci preme comunque sottolineare:

- Viene ribadito che l’adesione al fondo è volontaria

- E’ “obbligo” fornire entro il 15/09/2017 l’ecocert per tutti i nati fino al 31/12/1963 (in caso di ritardo nella presentazione di questo documento si produca l’estratto conto contributivo accompagnato dalla “richiesta” di ecocert)

- Sarà ns. cura dare assistenza, comunque, per il calcolo dell’assegno (con modalità che Vi comunicheremo in seguito) fermo restando che, se non avete ancora l’ecocert lo stesso deve essere richiesto tramite i nostri patronati

- Per chi resta sono stati mantenuti – almeno fino a nuova trattativa - alcuni
importanti istituti descritti nel punto 5 dell’accordo (previdenza complementare, assistenza sanitaria, buoni pasto, condizioni agevolate e provvidenze per i figli portatori di handicap, trattamenti individuali/collettivi già percepiti alla data del 30/06/2017)

- Post verifica piano di adesione al fondo da parte del personale ex banche venete (1000 persone) si procederà alla fase relativa alle colleghe ed i colleghi di ISP (3000 persone); il mancato raggiungimento del quorum da parte del personale delle ex banche venete non inficia il numero di uscite previste per ISP

- Per il personale a part time c’è l’impegno dell’azienda ad accogliere le domande di rientro a full time da parte delle o dei richiedenti

- E’ prevista una clausola di salvaguardia in caso di variazioni nell’aspettativa di vita

Ribadiamo comunque che la Fisac è impegnata ai massimi livelli al fine di tutelare l’occupazione e i diritti per i colleghi attualmente fuori dal perimetro come Immobiliare Stampa, Nem Sgr, Bpv Multicredito, Farbanca e Prestinuova.

1. Chi può aderire ?

Nell'accordo è previsto che possano aderire volontariamente alle prestazioni straordinarie del Fondo di Solidarietà tutti i lavoratori che maturino i requisiti pensionistici a carico dell’A.G.O. entro il 31/12/2024 con esclusione dei dirigenti.
Il requisito è determinabile richiedendo il modello
Ecocert (documento con valore certificativo della propria posizione previdenziale) che viene rilasciato dall'Inps.
Il documento è composto da:
- un estratto sintetico che fornisce informazioni sul tipo di contribuzione (lavoro dipendente, contributi figurativi non agricoli, disoccupazione, malattia, lavoro agricolo dipendente, lavoro autonomo, ecc.) e l'elenco dei contributi utili per la pensione;
- un estratto analitico dei periodi contributivi registrati negli archivi dell'INPS alla data di richiesta.

Ricordiamo che il modello ecocert può essere ottenuto tramite richiesta tramite i ns. patronati.

2. Quali sono i termini di presentazione della domanda ?

La manifestazione di volontà di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro dovrà essere presentata entro il
18/09/2017 mediante i moduli già previsti nell’accordo, con rinuncia al preavviso e alla relativa indennità sostitutiva.
La domanda è vincolante e l’accesso alle prestazioni straordinarie del Fondo di Solidarietà avrà decorrenza a partire dal 30/09/2017 al 31/12/2017 (a maturazione, appunto, dei 7 anni di permanenza nel fondo).

3. Cessando anticipatamente il rapporto di lavoro posso chiedere la liquidazione maturata in uno o più fondi pensione ? E quale trattamento mi verrà applicato ?

Il trattamento fiscale riservato alle somme liquidate a titolo di riscatto della posizione maturata presso le forme previdenziali ha subito diverse modifiche in conseguenza degli interventi normativi che hanno modificato la disciplina della previdenza complementare.

La nuova disciplina della previdenza complementare, oltre a contenere una previsione analitica delle ipotesi di riscatto, ha notevolmente modificato il trattamento fiscale applicabile agli importi riscattati.

In particolare, l’ambito di operatività dell’istituto è ora circoscritto alla seguenti ipotesi:

riscatto parziale, nella misura del 50% della posizione individuale maturata, nei casi di cessazione dell’attività lavorativa che comporti l’inoccupazione per un periodo di tempo non inferiore a 12 mesi e non superiore a 48 mesi, ovvero in caso di riscorso da parte del datore di lavoro a procedure di mobilità, cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria (art. 14, comma 2, lett. b) del D.lgs. n. 252 del 2005) (c.d. riscatto parziale per mobilità);

riscatto totale della posizione individuale maturata, nei casi di invalidità permanente che comporti la riduzione della capacità di lavoro a meno di un terzo ed a seguito di cessazione dell’attività lavorativa che comporti l’inoccupazione per un periodo di tempo superiore a 48 mesi ( art. 14, comma 2, lett. c);

riscatto per cause diverse da quelle precedenti (art. 14, comma 5).
Possibilità di richiedere la liquidazione dell’intera prestazione pensionistica complementare in capitale (art. 23 comma 7 lettera C) per i “vecchi iscritti” (assunti entro il 28-4-1993 o assunti in data successiva ma iscritti ad un Fondo di Previdenza Complementare ante 28-04-1993).

Il trattamento fiscale delle diverse ipotesi di riscatto sopra richiamate è previsto nell’art. 14, commi 4 e 5, del D.lgs. n. 252 del 2005. In particolare, è prevista:

- una ritenuta a titolo d’imposta con aliquota del 15% (riducibile al 9%, in funzione degli anni di iscrizione al fondo) nei casi di riscatto parziale di cui al punto 1), di riscatto totale di cui al punto 2);

- una ritenuta a titolo d’imposta con aliquota del 23% nei casi di riscatto per cause diverse di cui ai punti 3) e 4).

Ciò premesso, considerato che, i presupposti per la richiesta di riscatto devono essere individuati sulla base della disciplina vigente a decorrere dalla medesima data, il riscatto della posizione individuale esercitato dagli iscritti al Fondo,
essendo un riscatto per mobilità, trova la sua disciplina nell’art. 14, comma 2, lett. b) del citato D.lgs. n. 252 del 2005, che consente il riscatto nella misura del 50% della posizione individuale maturata presso il Fondo.
In caso di riscatto integrale della posizione individuale maturata il Fondo dovrà provvedere a liquidare prioritariamente il riscatto parziale per mobilità e, successivamente, il riscatto per cause diverse, con applicazione di una tassazione mista. [Risoluzione n. 399/E del 22/10/2008 - Agenzia delle Entrate]
In base allo statuto del Fondo a cui si ha aderito la posizione individuale può anche essere mantenuta, con o senza contribuzione volontaria e fino a diversa disposizione dell’iscritto, ma senza contribuzione da parte del datore di lavoro.

4. Come si calcola l’assegno?

L'assegno straordinario di sostegno al reddito è pari all'importo netto della pensione che avrebbe percepito con la maturazione dei contributi necessari al raggiungimento del diritto alla pensione di anzianità o di vecchiaia.
L’assegno viene calcolato secondo le norme previdenziali in vigore, in base alla situazione del singolo lavoratore e, quindi, con il sistema retributivo, con il sistema misto o con il sistema contributivo puro in riferimento all’anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, rispettivamente pari o superiore ai 18 anni per il retributivo, inferiore ai 18 anni per il misto ovvero nulla per il sistema contributivo puro.
L'importo dell’assegno è ridotto (solo per la parte retributiva, quella maturata al 31/12/2011)
del 8% o del 11% a seconda che l’ultima RAL sia inferiore o superiore a € 38.000.
Tale riduzione non viene effettuata sugli assegni calcolati con il sistema misto, applicato a chi, al 31/12/1995, non aveva ancora 18 anni di contributi.

5. Quando si comincia a percepire l'assegno ?

L'assegno straordinario è
a carico dell'Azienda ma viene liquidato dalle competenti sedi INPS in relazione alla residenza del lavoratore. Viene erogato dal mese successivo la cessazione del rapporto di lavoro e fino alla conclusione del mese antecedente il pagamento della pensione, onde evitare che il lavoratore per alcuni mesi non percepisca né l’assegno straordinario né la pensione.
L’assegno straordinario è corrisposto per
13 mensilità, in rate mensili anticipate al 1° giorno lavorativo di ogni mese.
Il pagamento è domiciliato presso una agenzia della propria banca e non è concessa la possibilità di cambiare.

6. Nel periodo in cui sono nel Fondo, che contributi maturo ?

Le norme prescrivono che, per il periodo compreso tra la data di cessazione dal servizio e quella di maturazione del requisito pensionistico, la Banca versi al Fondo una
contribuzione figurativa nella misura del 33% utile a maturare l'anzianità contributiva necessaria a raggiungere il requisito minimo di accesso alla pensione. L'importo della contribuzione viene individuato applicando detta aliquota sulla RAL, escludendo dal conteggio le voci variabili quali: premio aziendale, straordinari, premi di risultato, una tantum, bonus, indennità varie.
Tale contribuzione non beneficia di alcuna perequazione automatica ed è dovuta fino al raggiungimento del primo requisito utile per la maturazione della decorrenza della pensione.

7. Che tipo di fiscalità è applicata nel periodo in cui sono nel Fondo ?

Il sostituto d’imposta è l’INPS il quale invia annualmente il CUD con l’indicazione delle somme erogate a titolo di sostegno al reddito. Tali somme sono indicate come soggette a tassazione separata ed essendo già al netto delle imposte non è prevista la compilazione del modello 730.
Poiché l'eventuale casa di abitazione principale non genera reddito imponibile IRPEF, chi possiede solo questi due redditi (assegno e casa) non ha nessun obbligo di dichiarazione. Pertanto, visto che l'assegno straordinario è sottoposto a tassazione separata, non è possibile operare detrazioni fiscali quali interessi su mutui, premi assicurativi, spese mediche, ristrutturazioni edilizie.
E’ invece possibile operare detrazioni fiscali in presenza di altri redditi validi ai fini IRPEF. In caso di assenza di altri redditi per importo complessivo superiore a € 2.840,51 l’aderente al Fondo può essere posto fiscalmente a carico dal coniuge, dai figli o da altro familiare convivente.
In questo caso il coniuge (o altro familiare convivente) potrà detrarre una percentuale del 19% per alcune spese sostenute nell’interesse della persona fiscalmente a carico quali spese mediche, premi di assicurazione sulla vita e contro gli infortuni, contributi previdenziali non obbligatori per legge, e interessi sul mutuo solo a condizione che l'abitazione principale sia cointestata col coniuge.

8. E' possibile cumulare altri redditi all'assegno straordinario ?

La titolarità dell'assegno straordinario non esclude altre prestazioni lavorative, ma in base alle norme vigenti
l'assegno non è cumulabile con redditi da lavoro dipendente o autonomo per attività prestata a favore di soggetti che svolgono attività in concorrenza con il datore di lavoro presso cui si prestava servizio.
In tale caso l'assegno straordinario è sospeso così come il versamento dei contributi figurativi.
In caso invece di redditi derivanti da un'attività non in concorrenza il cumulo è ammesso, ma con alcune limitazioni. In caso di lavoro dipendente il cumulo è possibile ma esiste il tetto dell'ultima retribuzione mensile percepita ragguagliata ad anno: se l'importo dell'assegno aumentato della nuova retribuzione supera questo massimale, la parte eccedente è trattenuta e l'accredito dei contributi figurativi è ridotto in proporzione.
In caso di lavoro autonomo il cumulo è possibile per un importo
pari al trattamento minimo di pensione più il 50% della parte eccedente il trattamento: la restante parte viene sottratta e l'accredito dei contributi figurativi è ridotto in proporzione.

9. Se accedo al fondo esuberi percepirò la stessa pensione che maturerei se continuassi a lavorare ?

No, normalmente la pensione sarà più bassa per due motivi: le retribuzioni figurative, quando mi trovo nel fondo, sono minori di quelle in costanza di rapporto di lavoro in quanto non includono alcuna voce accessoria e rimangono fisse in quanto sono escluse dai rinnovi contrattuali del settore.

10. Il "passaggio" dal Fondo alla pensione è automatico ?

No. Allo scadere del periodo di erogazione dell'assegno la liquidazione della pensione non è automatica, ma è necessario
presentare la relativa domanda entro il mese precedente la maturazione della decorrenza della propria pensione.

11. L'assegno straordinario è reversibile in caso di decesso ?

L'assegno straordinario
non è reversibile ai superstiti ma, in caso di decesso del beneficiario, viene comunque liquidata ai superstiti la pensione indiretta che tiene conto dei contributi versati e della contribuzione figurativa versata a favore del lavoratore fino all’ultima mensilità di pagamento dell’assegno.

12. Sono a part-time, mi conviene rientrare a tempo pieno ?

Sarebbe sicuramente vantaggioso ripristinare il proprio rapporto di lavoro a tempo pieno nell’ultimo mese antecedente la data prevista di cessazione dal servizio e di accesso al Fondo, in quanto la contribuzione previdenziale, versata all’INPS dall’Azienda fino alla maturazione del diritto alla pensione, verrebbe calcolata sulla retribuzione a tempo pieno con l’effetto di aumentare l’importo della pensione.
L’assegno non muta invece perché salvo che per un solo mese la base retributiva rimane quella a Part Time.

13. Cosa perdo e cosa mantengo?
L'assegno straordinario non beneficia di perequazione automatica, né di alcun altra rivalutazione monetaria. Per chi decidesse di entrare nello scivolo verranno mantenute – per tutta la durata di permanenza nel fondo – alcuni trattamenti:
assistenza sanitaria
norme e condizioni per i dipendenti

14. Vado in pensione con meno di 62 anni ...

A differenza degli anni passati, con l’approvazione della finanziaria 2017 nessuna penalizzazione è prevista per chi va in pensione con meno di 62 anni.

15. Anzianità contributiva a 41 anni

Un'altra novità della legge finanziaria 2017 è la possibilità, per alcuni soggetti, di andare in pensione con un’anzianità contributiva di 41 anni.
Essi sono descritti dal comma 199 dell’art. 1 della citata legge (232/2016) e sono
i lavoratori di cui all'articolo 1, commi 12 e 13, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che hanno almeno 12 mesi di contribuzione per periodi di lavoro effettivo precedenti il raggiungimento del diciannovesimo anno di eta' e che si trovano in una delle seguenti condizioni di cui alle lettere da a) a d) del presente comma, come ulteriormente specificate ai sensi del comma 202 del presente articolo:
a) sono in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell'ambito della procedura di cui all'articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, e hanno concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione loro spettante da almeno tre mesi;
b) assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravita' ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104;
c) hanno una riduzione della capacita' lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell'invalidita' civile, superiore o uguale al 74 per cento;
d) sono lavoratori dipendenti di cui alle professioni indicate all'allegato E annesso alla presente legge che svolgono, al momento del pensionamento, da almeno sei anni in via
continuativa attivita' lavorative per le quali e' richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso e rischioso il loro svolgimento in modo continuativo ovvero sono lavoratori che soddisfano le condizioni di cui all'articolo 1, commi 1, 2 e 3, del decreto legislativo 21 aprile 2011, n. 67.

16. Tassazione Fondo Pensione

La tassazione in caso di riscatto dei Fondi Pensione da noi precedentemente descritta nel punto 4 del precedente vademecum deve, però, anche tener conto delle diverse aliquote previste e applicate nel corso degli anni dal ns. legislatore. Infatti il regime indicato precedentemente (quello del 15% tanto per intenderci) vale solo dall’1/1/2007; precedentemente nei confronti degli aderenti alla data del 31/12/2006 continua a trovare applicazione, limitatamente ai montanti delle prestazioni accumulati fino al 31 dicembre 2006, la previgente disciplina fiscale:

PRESTAZIONI EROGATE SOTTO FORMA DI RENDITA:

– Montante maturato fino al 31/12/2000: applicazione della tassazione progressiva IRPEF su un imponibile pari all’87,5% dell’importo della rendita calcolata sul montante maturato fino al 31/12/2000;

– Montante maturato dal 01/01/2001: è assoggettato a tassazione progressiva per la sola parte derivante dai contributi dedotti e dalle quote di TFR, i rendimenti finanziari di ciascuna rata di rendita sono assoggettati alla fonte ad imposta sostitutiva del 12,50 per cento.

PRESTAZIONI SOTTO FORMA DI CAPITALE (COMPRESE LE ANTICIPAZIONI):

– Montante maturato al 31/12/2000: è assoggettato a tassazione separata ai sensi dell’art.17-bis del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (D.P.R. n. 917/1986) e successive modifiche e integrazioni.

– Montante maturato dal 01/01/2001: è assoggettato a tassazione separata, ad eccezione delle ipotesi di riscatto per perdita dei requisiti di partecipazione al fondo pensione non conseguente a pensionamento o ad altre cause non dipendenti dalla volontà delle parti che, invece, sono soggette a tassazione progressiva.

Se l’importo liquidato in capitale è inferiore ad un terzo dell’intera posizione maturata, l’aliquota di tassazione separata si applica limitatamente alla quota parte corrispondente ai contributi dedotti ed alle quote di TFR.

Se, al contrario, l’importo liquidato in capitale è superiore ad un terzo dell’intera posizione maturata, l’aliquota di tassazione separata si applica non solo sulla quota parte relativa ai contributi dedotti ed alle quote di TFR ma anche su quella corrispondente ai rendimenti finanziari.

ANTICIPAZIONI: sono assoggettate a tassazione separata rispetto agli altri redditi del lavoratore, includendo però nel reddito imponibile anche i rendimenti finanziari conseguiti.
È, altresì, possibile richiedere una prestazione c.d.
“mista” (parte in capitale e parte in rendita), considerando che è possibile ottenere la prestazione sotto forma di capitale fino ad un massimo del 50% per cento della posizione individuale maturata (nel computo dell’importo complessivo erogabile in capitale sono detratte le somme erogate a titolo di anticipazione per le quali non si sia provveduto al reintegro).
In considerazione dello status di
“Vecchio iscritto” (iscrizione alla previdenza complementare ante 1993) è facoltà dell’aderente richiedere la prestazione interamente in capitale.

Fisac CGIL
Banca Popolare di Vicenza