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Lovato Gas: ingiustizia sociale chiudere uno stabilmento che fa utili per farne ancora di più all'estero!!

Da una quindicina di giorni i 110 dipendenti della ditta Lovato gas di Vicenza presidiano giorno e notte il loro stabilimento per evitare che nottetempo portino via le linee di montaggio e le macchine per portarle in Polonia, Iran e India provocando così la morte di un'azienda che vanta sessant'anni di storia.

Le lavoratrici ed i lavoratori si avvicendano al tendone davanti ai cancelli della fabbrica sfidando le intemperie, decisi a non mollare ed a battersi con coraggio e dignità per tenere viva la speranza di non perdere i loro posti di lavoro.

La tenda di Casale, alle porte della città, è il simbolo di quel lavoro sul quale la nostra amata costituzione fonda la Repubblica, un lavoro che 10 anni di crisi ha indebolito e che interventi governativi hanno umiliato e precarizzato, eppure ancora in grado di esprimere e testimoniare valori importanti e battaglie collettive nel segno della solidarietà e contro l'ingiustizia sociale.

Sì, parliamo di ingiustizia sociale perché la decisione di chiudere lo stabilimento non origina da problemi di mercato oppure di produttività o di bilancio ma da scelte finanziarie della multinazionale quotata in borsa.

Quella tenda, dove troviamo lavoratrici, lavoratori ed ex dipendenti ora in pensione, assieme ai rappresentanti sindacali interni e territoriali, rappresenta una parte buona di quella comunità, dove solitamente regna l'individualismo, la chiusura, la paura e l'egoismo, buona perchè ancora capace di esprimere passione, solidarietà e spirito di sacrificio per un bene comune quale ancora è il “lavoro” quando scatta la molla dell'indignazione collettiva contro una decisione ingiusta.

Credo che questo spirito abbia toccato il cuore di tanti e spieghi la solidarietà ricevuta da quelle “persone” da tanta parte del mondo politico, dal Sindaco della nostra città e dal Vescovo della nostra Diocesi, che ringrazio a nome di tutti.

Questa sera al Teatro Comunale di Vicenza, che l'amministrazione comunale ci ha concesso in uso gratuito, si svolgerà uno spettacolo teatrale alla presenza delle lavoratrici e dei lavoratori della Lovato Gas, che vogliono in questo modo dare visibilità alla loro sofferenza e speranza.

E' compito non della FIOM e della CGIL di Vicenza, ma della comunità vicentina tutta, non lasciare sole queste persone nel momenti in cui serve vicinanza e solidarietà, e soprattutto agire successivamente, secondo le responsaibilità di ciascuno, per far carmbiare quella decisione sbagliata della multinazionale e, in nome anche dei tanti che hanno perso il loro lavoro in questi anni, continuare a far vivere la Lovato Gas, luogo di lavoro, quindi anche di fatica, sudore, stress, ma che significa anche relazioni, condivisione, professionalità, dignità e identità, beni preziosi da tutelare quanto il reddito che il lavoro consente di guadagnare per vivere

Giampaolo Zanni
Segr. Generale Cgil Vicenza