Untitled Document


Diego Storti (Dirigente Fisac in Alleanza) ci aggiorna sullo stato dell'arte del CCNAL Alleanza Assicurazioni e del CIA di Gruppo

Sono due i contratti scaduti in seno al gruppo Generali: il Ccnal Alleanza Assicurazioni e il CIA di Gruppo.

La piattaforma del Cia è ancora in divenire, ed unici punti che sembrano ad oggi aver trovato condivisione tra le sigle sono l'inserimento del buono pasto per i produttori (ne godono ad oggi solo gli amministrativi) e lo sblocco dei rimborsi per trasferte previsti contrattualmente ma raramente erogati causa interpretazione restrittiva del Cia che si vuole a tal fine modificare per levare ogni dubbio interpretativo .

Nel Ccnal L'attenzione alle categorie più deboli era doverosa per calmierare la diminuzione di reddito legata non al cattivo andamento dell'impresa Alleanza Assicurazioni, il cui fatturato cresce costantemente, ma ad una politica incentivante aziendale sempre più complessa, tale da rendere meno accessibili ai più una buona fetta di compensi, parte storicamente rilevante del reddito complessivo per la maggior parte dei produttori.

Persiste il problema partite iva per cui si chiedono nella bozza di rinnovo iter e tempi certi di assunzione: 4/5 anni per essere assunti dopo aver di fatto ricoperto per anni le stesse mansioni dei dipendenti, avendo obblighi di presenza, reportistica, partecipazione a riunioni e corsi con postazione di lavoro fissa, senza nessuna alcuna tutela per ferie, malattia, maternità e simili, sono sperequazioni inaccettabili cui l'azienda oppone il principio di una presunta non "sostenibilità" dei costi.

A ben guardare la capogruppo Generali introita, grazie alla controllata, utili crescenti per favorire l'afflusso di investimenti da parte degli azionisti, cespiti che non rimanendo in Alleanza impediscono politiche assuntive in linea con le reali esigenze di una struttura in cui su 15.000 lavoratori solo 3.000 hanno un contratto di lavoro da dipendenti. Così molti si stancano e cambiano attività od azienda: 3 su 4 dopo essere entrati in azienda se ne vanno nel volgere di pochi mesi.

Altro intervento correttivo previsto dalla bozza di rinnovo è quello su missioni e trasferimenti, che si vuole rendere più difficili per evitare che siano utilizzati come strumento di pressione per le figure che non producono a sufficienza.

Non mancano di questi tempi anche le proposte economiche per una "scelta spintanea" di fuoriuscita.
Vi terremo aggiornati !

Diego Storti