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Unicredit Area Vicenza Ovest: Caro dr Musso le scriviamo ...

Come ha dichiarato l'Amministratore Delegato di UniCredit, Jean Pierre Mustier,

"In UniCredit crediamo nell'importanza del rispetto. Tenere in considerazione sia gli interessi personali sia quelli professionali deve essere al centro di ogni cosa che facciamo. Questo ci aiuterà a creare una cultura che rafforzi il valore che ognuno di noi può dare. A tal proposito i manager devono 'guidare con l'esempio' ".

Abbiamo avuto modo di visitare i colleghi dell’Area Retail Vicenza Ovest dove abbiamo constatato la presenza di un ambiente di lavoro estremamente teso, tensione che è ai massimi livelli, soprattutto tra i gestori e i direttori di filiale, ma che non manca nemmeno negli altri ruoli.

La pressante richiesta di risultati sempre maggiori è continua ed asfissiante nonostante la presenza di innumerevoli difficoltà (carenze informatiche, lentezze procedurali, Mifid 2, prodotti recentemente venduti e attualmente in perdita, storno dei mercati, età media della clientela, in genere, elevata) ed anche in presenza di dati più che positivi !! Nulla è mai abbastanza !

Ansia, paura, terrore, disamore per un lavoro che fino a poco tempo prima si amava... questo abbiamo percepito!!!

Non vorremmo trovarci a dover sollecitare, tramite i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, l’intervento della Usl per verificare i livelli di stress del personale, livelli che potrebbero anche risultare patologici.

Ci giunge voce, inoltre, che alcuni colleghi sarebbero stati redarguiti dall’Area Manager in modo brusco, comunicando loro che l’insufficienza dei risultati di vendita (rispetto a quali budget...) potrebbe portare alla perdita del ruolo, peraltro non più così ambito, e al successivo trasferimento lontano da casa. E’ questo che il nostro A.D. intende quando parla di ‘guidare con l’esempio’? O forse la conciliazione a cui si tiene tanto e che è stata oggetto di Dichiarazione congiunta da parte del CAE (ndr Comitato Aziendale Europeo) consiste nell’apostrofare i colleghi che tardano a rispondere alle innumerevoli chat, telefonate sul fisso e sul cellulare, perché magari stanno accompagnando un cliente ad utilizzare i nostri meravigliosi mezzi digitali o, non sia mai, stanno espletando qualche inutile bisogno fisiologico?

Qualche collega un po’ burlone, ma neanche tanto tutto sommato, ci ha detto che forse viene applicato il “Protocollo per lo sviluppo insostenibile e il malessere nei luoghi di lavoro”.

Dov’è il rispetto delle normative? Dov'è il Contratto Collettivo Nazionale di lavoro? Dov'è il protocollo sul Benessere nei luoghi di lavoro e sulle politiche commerciali? Dov'è la conciliazione tra tempi di vita e i tempi di lavoro, tanto di moda in questo periodo?

Ricordiamo quanto affermato dall’art. 7 dell’accordo nazionale su Politiche Commerciali e Organizzazione del lavoro, sottoscritto in Abi e vincolante anche per Unicredit, “Le parti si danno atto che il mancato raggiungimento degli obiettivi quantitativi commerciali di per sé non determina una valutazione negativa e non costituisce inadempimento del dovere di collaborazione attiva ed intensa ai sensi, rispettivamente, degli art. 75 e 38, comma 2, del ccnl 31 marzo 2015”.

E’ tempo che il clima aziendale cambi, che la formazione culturale dei manager, tanto decantata dall’azienda, si concluda positivamente, che i colleghi possano registrare una corrispondenza tra quanto la banca sottoscrive e la vita lavorativa reale.

Raccoglieremo ogni segnalazione dei colleghi e la porteremo nelle sedi aziendali opportune oppure, se necessario, anche ad altri Organismi competenti.

Caro Dottor Musso, ora che è a conoscenza della situazione, è Sua intenzione agire ?

Vicenza, 10 aprile 2018

FABI FIRST/CISL FISAC/CGIL UILCA UNISIN