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Introduzione

Negli ultimi anni stiamo assistendo ad una proliferazione di bonus di vario tipo a sostegno della natalità.

Non siamo ovviamente contrarie a quanto stanziato dal Governo, ma riteniamo tali forme non sufficienti ed esaustive per soddisfare i bisogni delle famiglie del nostro Paese.

Siamo convinte che la risposta non possano essere solo “bonus” estemporanei e per lo più lega alle disponibilità nanziarie dello Stato riviste di anno in anno.

Un figlio è “per sempre” e chi si assume la meravigliosa responsabilità di metterlo al Mondo non ha bisogno di un intervento a sostegno che assomiglia più a un regalo o una mancia che a un reale supporto.

Occorre mettere in piedi un sistema che garantisca un supporto costante alle famiglie fatto:

- di investimento nelle infrastrutture (asili, scuole),
- norme sulla genitorialità inclusive
- di un programma di interventi economici e fiscali equi che consenta a tutti i nostri figli pari dignità e opportunità di crescita,
- sviluppo e formazione (in termini quantitavi e qualita vita).

La contrattazione di secondo livello con il welfare aziendale (tra l’altro sempre più legato al raggiungimento di obiettivi commerciali, e pertanto sempre meno stabile) può sopperire parzialmente a tali necessità, ma non deve sostituirsi integralmente.

Il rischio altrimenti è di creare cittadini di serie A (chi lavora come dipendente in aziende con relazioni industriali forti) e cittadini di serie B (tutti gli altri), per i quali le risorse pubbliche a disposizione sono sempre meno.

Per questo continuiamo il nostro cammino verso la conquista della CARTA DEI DIRITTI UNIVERSALI DEL LAVORO: perché crediamo fermamente che il lavoro debba unire e non contrapporre, debba includere e non escludere, indipendentemente dalla pologia o dal contra o applica.

Perché non siamo solo lavoratori, ma in primis persone e cittadini che anche attraverso il lavoro affermano la propria dignità!