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Flessibilità del congedo di maternità

Lasciando inalterata la durata del congedo di maternità per un periodo di cinque mesi, l’art. 20 del D. Lgs. 151/2001 prevede per le lavoratrici la facoltà di lavorare fino massimo a un mese prima del parto.

La flessibilità dell’astensione obbligatoria pertanto può andare da un minimo di un giorno a un massimo di un mese rispetto ai 2 mesi prima del parto previsti in precedenza.

Per poterne fruire è necessario che un medico specialista del SSN e il medico del lavoro (D. Lgs. 81/2008 e successive modificazioni), ove previsto, attestino che tale opzione non arreca pregiudizio alla salute della gestante e del nascituro.
Il periodo di flessibilità, anche quando è già stato accordato, può essere successivamente ridotto (ampliando quindi il periodo di astensione ante partum inizialmente richiesto), espressamente, su richiesta della lavoratrice, o implicitamente, per fatti intervenuti. La malattia che intervenga durante l’ottavo mese di gravidanza è da considerarsi congedo per maternità in quanto la malattia stessa rappresenta impedimento alla flessibilità del congedo di maternità (circ. Min. Lav. e Prev. Soc. 43/2000).

La domanda di flessibilità va presentata comunque entro il settimo mese di gestazione al datore di lavoro e all’INPS (in via telematica sempre compilando il Mod. MAT). La domanda di flessibilità può essere accolta anche se presentata oltre il 7° mese di gravidanza, purché le previste attestazioni del medico specialista siano state acquisite dalla lavoratrice nel corso del 7° mese di gravidanza (msg. INPS 13279/2007) e purché ovviamente la lavoratrice abbia continuato a lavorare nel periodo in questione. Se, invece, le attestazioni suddette sono state acquisite dopo il 7° mese di gravidanza, l’indennità di maternità non è erogabile per i giorni in cui la lavoratrice si è avvalsa della flessibilità (continuando a lavorare) senza esserne autorizzata e il periodo non è recuperabile dopo il parto.

Tale domanda deve essere corredata, oltre che dal certificato di gravidanza, da:

=> certificato del medico competente aziendale che attesti l'assenza di rischi per la salute e la sicurezza nella mansione svolta dalla lavoratrice oppure, per quel che riguarda il settore bancario e assicurativo, dichiarazione del datore di lavoro che attesti che la mansione svolta dalla lavoratrice non prevede l'obbligo della sorveglianza sanitaria da parte del medico competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro (D. Lgs. 626/1994 art. 4, c. 4, nei casi previsti dall’art. 16 dello stesso decreto legislativo);
=> certificato del ginecologo del SSN o convenzionato in cui, nell’ipotesi dell’assenza del medico competente, lo specialista deve anche esprimere, sulla base delle informazioni fornite dalla lavoratrice sull’attività svolta, una valutazione circa la compatibilità delle mansioni e delle relative modalità di svolgimento ai fini della tutela della salute della gestante e del nascituro.

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Flessibilità e Congedo Parentale
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La richiesta di flessibilità può coesistere con la richiesta di congedo parentale per un altro figlio (come precisa la circolare INPS n. 8/2003 punto 4). Allo stesso modo alla futura madre può essere accolta, nello stesso periodo, la richiesta di ferie.