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Bye Bye Equitalia

Riportiamo la lettera di Pier Nicola Pisani (Equitalia)
Segretario Fisac Cgil Veneto
pubblicata il 29 luglio 2016 dal quotidiano veronese L’Arena

Sono un dipendente e delegato sindacale di Equitalia.

In merito alle recenti dichiarazioni del Governo “bye bye Equitalia”, credo sia utile condividere alcune riflessioni.

La dichiarata abolizione di Equitalia non può prevedere, ovviamente, l’abolizione del soggetto che riscuote tasse e imposte (di cui il Paese non può fare a meno) ma solo il cambio del nome ed una diversa natura “sociale”, nell’ambito di una più stretta dipendenza da parte del MEF o dell’Agenzia delle Entrate, a seconda della scelta che verrà operata.

La semplificazione del messaggio che molti veicolano e cioè che da fine anno Equitalia non esisterà più, e che per analogia non esisterà più il soggetto che riscuote, è fuorviante.

La Nuova Equitalia dovrà gestire la riscossione in modo più umano e flessibile e in modo personalizzato?
Giustissimo.

Ma si sappia che può farlo anche la vecchia, è sufficiente un cambiamento delle norme vigenti, che per inciso sono figlie della medesima politica che oggi le rinnega.

Se diversamente quelle norme rimarranno invariate, Equitalia potrà anche chiamarsi Pippo Pluto Paperino ed essere gestita dal fioraio sotto casa, ma il modo di procedere non cambierà di una virgola.

Limitatamente ai tributi locali, va ricordato che già da anni i Comuni possono decidere di gestire in proprio la loro riscossione.

Resta da dimostrare se l’attività sia più economica e se subirla sia più “piacevole”.

Concludo ricordando che l’unico baluardo tra chi davvero è in difficoltà e vorrebbe pagare le tasse ma non ne ha la possibilità e le azioni di un soggetto che le leggi hanno reso “mero esecutore”, sono le lavoratrici e i lavoratori che cercano di aiutare come possono gli utenti che ogni giorno si presentano agli sportelli.

Chi invece evade per arricchirsi, e questa non è la gente comune, andrebbe perseguito col pugno di ferro, ma di questo negli annunci non v’è traccia.

La saluto cordialmente.

Pier Nicola Pisani