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3 settembre 2019: incontro di una delegazione Fisac Vicenza con Maurizio Landini

Buonasera a tutte e tutti, vogliamo ringraziare il SG Maurizio Landini e la Cgil di Vicenza, in particolare il nostro Segretario Provinciale Giampaolo Zanni per aver trovato lo spazio e reso possibile questo incontro.

Come Fisac Vicenza da sempre è stata fatta la precisa scelta di dare voce e prendersi cura della parte più debole del nostro settore: le lavoratrici e i lavoratori dell’appalto assicurativo.

Crediamo infatti che uno dei compiti fondamentali del Sindacato sia proprio questo: curarsi delle lavoratrici non solo in quanto tali ma nella totalità della persona, spesso sola, isolata e impaurita.

Nel nostro piccolo cerchiamo di prenderci cura anche dei nostri delegati e delegate con l’obiettivo di costruire una rete solidale, in modo che nessuno si senta solo o inadeguato,
oggi infatti sono presenti anche donne e uomini che hanno deciso di fare servizio nel Sindacato, anche sacrificando qualche sabato mattina per formarsi adeguatamente!

Ma, ritornando al motivo principale per cui abbiamo fortemente voluto questo incontro, non posso non citare la persona che da 25 anni lavora incessantemente per difendere i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori dell’appalto assicurativo: Barbara Malini, una persona straordinaria che, purtroppo per motivi di salute, non può essere presente, ma lo è nel cuore di ognuno di noi qui ora.

È grazie a lei, alla sua tenacia, alla sua incrollabile fiducia e, devo dirlo, al suo amore per le donne e gli uomini di questo settore ... e ti assicuro che non sto esagerando, che
oggi con orgoglio posso presentarti due Rsa e una Rls di questo settore: Milva Bertoldo, Katia Fantinati e Marilena Ardito. Milva, Katia e Marilena sono qui oggi perché hanno chiesto un giorno di ferie.

Non solo, abbiamo anche un’altra donna coraggiosa che non potrà mostrarsi ne’, vi raccomando, essere ripresa o fotografata, una lavoratrice che, a causa dell’applicazione del contratto pirata Sna, non può fare l’Rsa e nemmeno mostrare la faccia, pena la perdita del posto di lavoro.

Ma per meglio comprendere quanto la situazione lavorativa possa influire e incidere nello stato d’animo e quindi nella vita delle persone, vorremmo raccontarti di Patrizia Trevisan

Buongiorno, sono Katia RSA della Fisac di Vicenza.
Oggi ti voglio raccontare brevemente la storia di Patrizia Trevisan, non sono io, ma lo potrei essere e lo potrebbero essere molte/i di quelli che lavorano nelle agenzie assicurative.
Patrizia ha 55 anni di cui ben 37 passati dentro un ufficio assicurativo in centro a Vicenza, 25 a tempo pieno, poi l’agente le ha concesso un orario part-time per conciliare con il ruolo di Capo Ufficio il suo ruolo di Mamma.
Circa 4/5 anni fa l’agente viene prima affiancato dal figlio che poi lo sostituisce quando il vecchio titolare si ammala. In questo periodo il lavoro in agenzia non è molto semplice accanto ad un giovane presuntuoso convinto che per essere agenti basti aver superato un esame, ma Impotenti, Patrizia e le sue colleghe, incassano anche l’applicazione del contratto pirata Sna.
Fin qui sarebbe stato tutto nella norma se non fosse che 2 anni e mezzo fa, Patrizia si ammala gravemente di una malattia oncologica, rimanendo assente dal lavoro per circa 9 mesi.
Al rientro in servizio, dopo malattia non ferie, si ritrova demansionata. L’agente figlio le impone il solo lavoro d’archivio (in uno sgabuzzino di 2 metri per due) con divieto di rispondere al telefono e servire i clienti, forse che quello che aveva imparato in 36 anni di lavoro glielo aveva bruciato la chemio?
A gennaio 2019 viene, ahimè, a mancare il vecchio titolare, probabilmente l’unica Persona che ancora teneva a lei. Trascorre un mese e il nuovo e giovane agentucolo la convoca nel suo ufficio liquidandola con poche parole:
TU NON MI SERVI PIU’! ti devo lasciare a casa perché ho avuto un calo di portafoglio-, peccato che a dicembre 2018 avesse assunto una nuova impiegata di 25 anni. Non le ha dato neanche la possibilità di trovare un accordo, al fine di arrivare alla pensione che non è molto lontana.
Forse aveva paura che si riammalasse? Beh lei ne ha certamente più di lui!
Forse perché era la Capo Ufficio? sicuramente il suo stipendio era ben diverso dalla venticinquenne neoassunta.
E qui Patrizia ci racconta che le si sono ben scolpite nella mente due parole:
INGIUSTIZIA
vengono colpiti i più deboli, invalida al 70%, lei è una lavoratrice di SERIE C, una di quelle che anche prima del Jobs Act (e questa è la SERIE B) non aveva l'art. 18. Non riavrà mai il suo posto di lavoro e con questo la sua DIGNITA', la sua libertà economica, il potersi anche solo vestire bene e truccare per uscire di casa perché, quando hai il cancro e porti la parrucca, Dio solo sa che razza di medicina potente possa essere questa!!!
IMPOTENZA
In tutto questo tempo Patrizia ha trovato colleghe che l’hanno sostenuta come e fin dove hanno potuto (poteva chieder loro di perdere il posto di lavoro per lei???);
Ha trovato sindacaliste in Fisac che l’hanno aiutata in questa vertenza (anche psicologicamente). E' stato chiesto l'intervento della Compagnia sull'agente e segnalato il caso al Responsabile Etico di UnipolSai ==> NON E’ ARRIVATO NESSUN CENNO DI RISCONTRO!!! Segno che la responsabilità etica si ferma al perimetro delle mura di Via Stalingrado!!! E parliamo di UnipolSai una compagnia MOLTO VICINA a parole alla CGIL.

Patrizia si è sentita morire dentro più di quanto già il cancro avesse fatto, ci auguriamo che presto possa conoscere una nuova realtà lavorativa fatta di veri valori umani, una realtà in cui non prevale la prepotenza e la presunzione, in cui non siamo alla fine solamente dei numeri ma delle persone.
Chiudo con un mio personale pensiero, da qualche giorno sono rientrata da Brisbane, Australia, paese dove mia figlia di soli 19 anni si è trasferita in cerca di lavoro. Una delle cose che più mi ha colpito è stato lo spazio riservato negli autobus, treni e ogni mezzo pubblico dove sono salita. Circa un quinto aveva il rivestimento di un colore diverso, era riservato a disabili, gestanti, anziani e chiunque ne fosse bisognoso( e tutti lo rispettavano)
Un quinto,
per chiunque ne fosse bisognoso! Possibile che in Italia non riusciamo a riservarne nessuno?
Un paese di galeotti mette la persona, la famiglia sempre al primo posto .
Sono partita credendo di trovare dei buoni motivi per spingere mia figlia a tornare a casa, mi manca un sacco, ma sono tornata capendo perché lei vuole rimanere la.”

Per rendere l’idea di come sia difficile fare attività sindacale per una lavoratrice od un lavoratore, della nostra categoria, ma sappiamo esserlo anche per molte altre realtà, possiamo ascoltare ......

Ciao Maurizio,
sono una delle tante alla quale è stato applicato il contratto pirata, vittima perfetta, donna, lavoratrice, debole e ricattabile, costretta ad accettarlo passivamente per la necessità di mantenere il mio posto di lavoro.
Nella mia giornata tipo mi trovo a dare consulenza ai clienti per stipule di polizze, denunce e gestione dei sinistri, rispondere al telefono, aggiornarmi sulla normativa, relazionarmi con clienti, agenti, collaboratori, liquidatori, periti e .. la compagnia.
E’ proprio la compagnia che detta normativa, programmi, prodotti e sistemi alle agenzie. Spesso mi trovo costretta ad eseguire ordini impartiti dall’agente che sono in netto contrasto con quelli direzionali, dovendo far conto con un gran senso di impotenza.
Da qualsiasi parte mi giri, sono sempre trattata come una sottoposta, senza alcuna considerazione per la mia professionalità e nemmeno per la mia persona.
Non posso permettermi il lusso di mostrarmi perché sicuramente questo mi costerebbe il posto di lavoro e, sinceramente, non me lo posso permettere!
Nonostante questo mi impegno per quanto possibile nell’attività sindacale e di sensibilizzazione delle colleghe e colleghi.
Uno dei miei desideri è poter fare sindacato alla luce del sole, senza dovermi nascondere e questo sarebbe possibile solo con la legge sulla rappresentatività sindacale che eliminerebbe il problema dei contratti pirata.
Un’altro sogno sarebbe quello di avere un unico contratto di settore che uniformi i trattamenti contrattuali di direzionali e dipendenti di agenzie.
Queste sono solo alcune delle vicende tanto per rendere l’idea di cosa accade nel nostro settore, potremmo scriverne un libro.
Ti riassumiamo in breve la nostra storia: dopo un parapiglia ai vertici di SNA, sindacato più rappresentativo degli agenti, si insedia quale presidente Claudio Demozzi di Trento, che con un colpo di spugna decide di cancellare gli impegni assunti dai propri delegati che avevano già firmato con le altre sigle confederali l’accordo per il rinnovo del vero ed unico CCNL. Infatti a novembre 2014 “crea” questo secondo contratto peggiorando quello che avevamo, che già non era così ricco, andando in un’unica direzione a favore dei datori di lavoro: gli agenti. Contro questo stravolgimento abbiamo scioperato a giugno 2015 proprio a Trento, sostenuti dalle compagne e dai compagni del settore bancario, i pochi di noi assicurativi che sono potuti partecipare lo hanno fatto chiedendo un giorno di ferie, perché un giorno di sciopero potrebbe significare dire addio al posto di lavoro!
Perché lo chiamiamo contratto pirata? Perché viene stipulato da datori di lavoro ed un sindacato che nulla ha a che fare con la nostra categoria. Tale contratto infatti viene firmato con Fisals/Fesica che aderiscono a CONFSAL e rappresentano colf, badanti e lavoratrici/lavoratori stranieri.
Noi non vogliamo e non possiamo rassegnarci a subire tutto questo e sopportare che le Compagnie se ne stiano zitte.
Mi sembrerebbe il minimo chiedere un confronto a CONFSAL, visto che siede con i sindacati confederali ai tavoli di trattativa per altre categorie e poi si presta a queste bassezze.
Sappiamo che quello dell’appalto non è un caso isolato ed è incredibile che la legge per la rappresentatività sindacale rimanga nel limbo da sempre, perché è in questo vuoto legislativo che la parte datoriale fa il bello ed il cattivo tempo, “gabbando” i dipendenti che, pur in presenza dell’art. 39 della costituzione, rimangono al palo.
“Fare sindacato” per noi dell’appalto vuol dire trovarsi ai giardinetti, nei bar, a casa nostra, la sera, il sabato, con buona pace dell’articolo 39 della costituzione e della legge 300/1970 dello statuto dei lavoratori. Quindi, qui già ci sarebbe molto da dire! Se poi non possiamo nemmeno sceglierci chi ci rappresenta....?!

LE RICHIESTE CHE TI PRESENTIAMO OGGI SONO:

- battersi insieme alle altre sigle sindacali per ottenere una legge sulla rappresentatività (l’articolo 39 e la Legge 300/1970 non sono sufficienti);
- che la CGIL tutta lotti con decisione contro la contrattazione farlocca.

Come?
Lo possiamo già fare in modo concreto: non rinnovando o non stipulando più contratti, convenzioni, accordi prima di aver verificato quale tipo di contratto venga applicato a lavoratrici e lavoratori che vengono occupati da quella Agenzia, da quella Compagnia, da quell’Impresa di servizi.
Se la CGIL non riesce a fare questo non potrà coinvolgere anche le altre sigle sindacali, facendo fronte comune e non potremo chiederlo convintamente a nessun altro.
Solo tu puoi fare questo da primo dirigente della macchina CGIL, partendo dalla direzione ed inoltrando a tutte le strutture del territorio nazionale le giuste disposizioni per perseguire tale obietti-
vo.
Acquistare responsabilmente è un gesto che può essere proposto a tutti i delegati e agli iscritti alla CGIL, facendo capire l’enorme potere che questo comporta e, sensibilizzando l’opinione pubblica possiamo arrivare a scardinare l’andazzo becero e meschino che da anni si sta facendo strada. Potremo così cambiare insieme la realtà lavorativa e non solo, di tante persone (e delle loro famiglie). A tal proposito trovo molto interessante l’iniziativa del bollino rosso sul litorale Toscano. Quello che distingue i datori di lavoro che seguono le regole, dagli altri
Ti chiediamo inoltre di coinvolgere le Compagnie di assicurazioni, di cui noi in agenzia seguiamo indicazioni e direttive, siamo noi le persone con cui i clienti le identificano. Il massimo che abbiamo ottenuto, in risposta ad una precisa richiesta presentata da noi lavoratrici del gruppo UNIPOLSAI di Vicenza, di prendere posizione con gli agenti è stata quella, da parte della Compagnia, di aver “suggerito” l’applicazione del C.C.N.L., lavandosene di fatto le mani. Sappiamo bene che le Compagnie hanno modo di far leva sugli agenti per ciò che vogliono perseguire, quindi.....?!

Vogliamo riconsegnarti oggi il libretto rosso che ti avevamo spedito qualche mese fa e col quale avevamo tentato di farti partecipe della nostra situazione, in cui ti raccontiamo qualcosa di noi. Non abbiamo ricevuto risposta e quindi.... Dentro troverai anche una lettera della segretaria nazionale Fisac, Fulvia Busettini, del marzo scorso con cui ti chiedeva un incontro, sempre sul contratto pirata.

Nel composito mondo delle assicurazioni la Fisac si prende cura anche dei produttori.
Per tale motivo si riserverà uno spazio per un momento di condivisione/riflessione su questa figura molto importante per le agenzie dei produttori alla RSA Fisac Vicenza Elda Forchini.