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Cara Patrizia ... Lettera ad una collega mai reintegrata

Cara Patrizia,
con la mail che hai inviato alla Fisac di Vicenza il 26 settembre 2019 in cui ci ringrazi per averti supportato in un periodo a dir poco deludente dal punto di vista lavorativo e ci dai il merito – che in realtà è per la maggior parte tuo - di aver trovato il coraggio di combattere per il tuo diritto al lavoro ci hai dato una testimonianza – l'ennesima - della tempra di cui sei fatta.

55 anni di vita di cui 37 trascorsi nella stessa agenzia assicurativa.
Ci sei entrata da ragazzina e con tutto da imparare, con un agente che aveva visto le tue potenzialità e ti rispettava: pian piano l'agenzia si è ingradita, si è trasferita in una sede prestigiosa in centro a Vicenza e tu sei diventata Capo Ufficio.

4/5 anni fa il tuo primo agente è stato affiancato dal figlio, figlio che poi lo ha sostituito. Il lavoro in agenzia a fianco del giovane agente, arrivato lì in quanto “figlio di” e pertanto convinto che per intermediare prodotti assicurativi basti aver superato un esame, non è semplice: la spocchia è il pane quotidiano e l'applicazione del CCNL “pirata” SNA la ciliegina sulla torta.

2 anni e mezzo fa ti è caduto il mondo addosso: le terapie legate ad una grave malattia oncologica ti hanno lasciato lontano dal tuo lavoro per circa 9 mesi.
Al rientro in servizio ti viene assegnata una nuova sistemazione: l'archivio, uno sgabuzzino di 2 metri per due isolato dalle postazioni delle altre colleghe; ti viene pure vietato di rispondere al telefono e servire i clienti.

A gennaio 2019 il vecchio titolare (padre dell'attuale agente) muore: lui era la sola Persona a tenere probabilmente ancora a te!
Un mese e vieni convocata dall'agente nel suo ufficio: 35 anni di onorato servizio liquidati con un “NON MI SERVI PIU’! ti devo lasciare a casa perché ho avuto un calo di portafoglio”.

E la nuova impiegata di 25 anni arrivata da qualche mese che l'hai assunta a fare allora??!??
Forse temeva che la tua malattia riprendesse? Questa paura è più tua che sua.
Forse il fatto che tu fossi Capo Ufficio gli dava fastidio? Certo lo stipendio non è quello dell'ultima arrivata ma anche la tua professionalità ... e, delle due ipotesi, probabilmente era più quest'ultima a dargli fastidio.

Due sono le parole che quanto ti è accaduto ha ben scolpito nella mente di tutti noi:

INGIUSTIZIA
vengono colpiti i più deboli. Invalida al 70%, tu sei una lavoratrice di SERIE C, una di quelle che anche prima del Jobs Act (e questa è la SERIE B) non aveva l'art. 18. Ora è certo – dopo l'accordo di conciliazione firmato con l'agente - non riavrai mai più il tuo posto di lavoro e con questo la tua DIGNITA', la tua libertà economica, il potersi anche solo vestire bene e truccareper uscire di casa perché, quando hai il cancro e porti la parrucca, Dio solo sa che razza di medicina potente possa essere questa!!!

IMPOTENZA:
hai trovato colleghe che ti hanno sostenuta come e fin dove hanno potuto (non si puo' chiedere di mettere a rischio il proprio posto di lavoro); hai trovato sindacalist* Fisac che ti hanno aiutato - anche psicologicamente - a restare con la schiena diritta. Putroppo su tutta la vicenda resta l'amarezza del silenzio ASSORDANTE di una compagnia - UnipolSai - che si proclama attenta ai temi della qualità e dignità del lavoro solo a parole o almeno soltanto entro il perimetro delle mura della sede di Via Stalingrado.

A noi della Fisac resta la profonda amarezza che anche il Responsabile Etico di UnipolSai non abbia dato alcun riscontro alla nostra segnalazione del tuo caso effettuata il 7 marzo 2019. La sua risposta è arrivata dopo un ulteriore sollecito soltanto il 17 settembre 2019 e dopo aver invocato il termine di 60 gg per rispondere previsto nel codice etico della Compagnia, una risposta da cui emerge chiaramente che i contatti con l'agente sono stati ripetuti mentre alla lavoratrice e alla Fisac non è stata riservata l'educazione di un "cortese" cenno di riscontro nè tantomeno di presa in carico della posizione.

Di fronte al silenzio della compagnia cosa poteva fare un lavoratore licenziato se non rivolgersi alla giustizia?
Il Responsabile Etico dice di non poter agire perchè la lavoratrice ha adito le vie legali: noi rispondiamo che Patrizia ha adito le vie legali perchè Unipol e il suo Responsabile Etico NON HANNO MOSSO un dito.

A fine dicembre scadrà il CCNL Ania e per il CIA UnipolSai le trattative sono già partite: ti promettiamo Patrizia che i tentativi di annacquare o tagliare i pochi articoli che responsabilizzano le compagnie su cio' che avviene nel LORO APPALTO

¡No pasarán!

Te lo dobbiamo Patrizia. Non sei sola, siamo in tante “formiche” operose e incazz....

Vicenza, 15 ottobre 2019

Fisac Vicenza – Settore Assicurativo
Milva Bertoldo
Katia Fantinati
Lidia Lazzaretto
Barbara Malini