Disdetta del CIA nel gruppo Banca Popolare di Vicenza



Disdetta del C.I.A. nel gruppo Banca Popolare di VICENZA

Le Segreterie Nazionali denunciano il grave atto compiuto dalla Banca Popolare di Vicenza in data 27 novembre 2013 con il quale la Capogruppo ha comunicato alle OO.SS. interne la disdetta di tutti gli accordi di secondo livello sottoscritti, con decorrenza 28 febbraio 2014, dichiarando che in caso non si trovino soluzioni condivise (ovviamente peggiorative!), verrà applicato da tale data alle lavoratrici ed ai lavoratori esclusivamente il CCNL del settore del credito, che peraltro è stato disdettato a partire dal 30 giugno 2014.

Come un brutta copia di quanto dichiarato da ABI, la Banca Popolare di Vicenza scagiona sé stessa e addossa la responsabilità di tale atto, mai avvenuto prima per modalità e condizioni, al sindacato ed ai lavoratori attraverso dichiarazioni video di carattere orwelliano di alcuni dirigenti.

In realtà la Banca persegue da tempo, come altre realtà del settore, esclusivamente una politica di mera riduzione dei costi del personale, giustificandoli come “… un processo di revisione della contrattazione, anche in considerazione degli obiettivi di crescita del gruppo”, e con scarsa visione prospettica di rilancio dell’attività produttiva dell’azienda. Siamo in presenza però di un Gruppo che ha realizzato nel 2012 rispetto al 2011 un aumento degli utili guadagnando oltre 100 milioni, e che non ha voluto riconoscere alcun premio di produttività ai suoi dipendenti. Rileviamo che a fronte di questa politica la banca non è stata capace di ridurre i costi amministrativi che invece sono aumentati!

Queste Segreterie Nazionali ritengono tale atto provocatorio in quanto deciso deliberatamente in un momento di sospensione delle relazioni sindacali sia a livello nazionale che nei singoli gruppi come atto di protesta verso la protervia dei banchieri e la loro disdetta del CCNL.

La comunicazione della Banca Popolare di Vicenza inoltre, arriva proprio mentre in azienda le Parti stanno facendo tutti gli sforzi per trovare una soluzione condivisa ai trenta lavoratori di Prestinuova dichiarati in esubero e per i quali la capogruppo ha aperto la procedura di licenziamento collettivo Legge 223, pur essendo la stessa in grado, per sua ammissione, di assorbire i lavoratori all’interno del gruppo stesso.

Si parla di un’azienda, Prestinuova, il cui numero dei dipendenti alla fine della riorganizzazione sarà uguale o inferiore al numero degli amministratori che siedono in Consiglio!

Infine con tale atto risulta evidente anche la volontà di determinare all’interno di questa azienda, fra le peggiori in quanto a relazioni sindacali del settore, un forte indebolimento del sindacato come espressione dei diritti delle lavoratrici e lavoratori per poter agire più liberamente nei loro confronti. Queste Segreterie Nazionali agiranno con determinazione a sostegno di tutte le iniziative di contrasto che le OO.SS. interne decideranno di compiere insieme alle lavoratrici ed ai lavoratori per respingere questo attacco figlio del clima di rottura che ABI ha determinato, al fine ripristinare i giusti diritti e le giuste tutele.

LE SEGRETERIE NAZIONALI

Roma, 3 dicembre 2013

ALLEGATO
Comunicato delle segreterie nazionali