Un milione di volte grazie!!



Sabato 25 ottobre 2014, il mondo del Lavoro ha invaso piazza San Giovanni a Roma, riempiendo anche le strade circostanti.

Il Lavoro, quello che c’è e va difeso e quello che manca e va creato.

Lavoratrici e lavoratori, giovani, studenti, precari, esodati, pensionati, immigrati, in centinaia di migliaia sono giunti nella capitale da tutto il Paese per la manifestazione nazionale della CGIL ‘Lavoro, dignità, uguaglianza per cambiare l’Italia’.

Dalla Cgil di Vicenza 29 pullmann partiti per Roma (e tante persone sono arrivate con mezzi propri).
Anche la Fisac di Vicenza era presente (
album fotografico al link qui sotto)

Stefano Garbin , segretario generale Fisac Vicenza ci parla di “Una piazza stupenda per la grandissima e colorita partecipazione che manda al capo del governo il messaggio chiaro sta sbagliando sia nel non confrontarsi con il sindacato che nelle misure che vuole mettere in atto per rilanciare l’occupazione nel nostro paese”

Susanna Camusso ci ricorda che:
“Questi sono i colori del lavoro, noi siamo con Marta con Debora con tutti i lavoratori e lavoratrici” così ha esordito Camusso guardando la piazza gremita, verso la quale secondo il Segretario Generale della CGIL, il Premier Renzi si è rivolto con toni irrispettosi: “alla Leopolda e a palazzo Chigi sappiano che noi non deleghiamo a nessuno le questioni del lavoro” perchè è nel lavoro che risiede il futuro del Paese, la strada per risollevarsi dalla crisi. “Non c’è uscita dalla crisi senza lavoro, lavoro buono, tutelato” non come sta facendo il governo con “tagli ai diritti e salari più bassi”.

“Noi vogliamo davvero cambiare il Paese, e il cambiamento è in questa piazza, nei tanti presidi davanti ai cancelli delle aziende per difendere il lavoro. La voglia di cambiare è nei pensionati, è nel volto della lavoratrice licenziata perchè ha scelto di diventare mamma, è nello sguardo del giovane che sta preparando la valigia per emigrare. Per tutti questi volti dobbiamo cambiare verso e la prima scelta deve essere il lavoro, libero e dignitoso, con i diritti. Senza lavoro non si cambia, ma si arretra”.

Non cambia verso per Camusso la legge di stabilità: “il rigore dell’Unione europea continuerà a mantenere il Paese nella stagnazione, la legge di stabilità non cambia verso, non è sufficiente a cambiare strada”. La manovra non può essere costruita, ha detto Camusso con “qualche taglio in più e qualche bonus, è insufficiente a creare giustizia”. Giustizia e uguaglianza, ha precisato Camusso non sono parole “antiche”, ma “sono la preocondizione del futuro”. Per la dirigente sindacale “non si può fare la guerra tra poveri” per evitarla è indispensabile “una tassa sulle grandi ricchezze, progressività e giustizia fiscale”.

Sull’articolo 18, la leader della CGIL ha ribadito a gran voce, con esultanza della piazza “nessuno può dire che sia un totem ideologico, è una norma che difende la libertà dei lavoratori, si tratta di tutele concrete non ideologiche che fanno la differenza fra il lavoro servile e il lavoro moderno” e ha aggiunto “nessuno può dire in buona fede che togliere l’articolo 18 serva per la crescita”. Inoltre, ha ricordato Camusso lo Statuto dei Lavoratori deve includere tutte le lavoratrici e i lavoratori e allargare le tutele universali, come tutela della maternità, della malattia e infortunio e del diritto al riposo, all’equa retribuzione.

La manifestazione nazionale di oggi è solo una tappa. La CGIL è pronta a continuare la sua protesta per cambiare il Jobs act e la politica di questo governo anche con lo sciopero generale. I prossimi appuntamenti come ricordato dal Segretario Generale della CGIL saranno: il 5 novembre al fianco dei pensionati e l’8 novembre in piazza con i lavoratori del pubblico impiego.

Piazza San Giovanni è il primo passo di un cammino lungo e difficoltoso che dovremo percorrere
insieme per ridare centralità e dignità al lavoro: la prossima volta avremo bisogno di tutti anche di te!!

Noi continueremo a starvi vicini, informandovi, discutendo, stimolandovi.

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