Trento 23 giugno: la testimonianza di C (letta da Barbara, dipendente di Broker)



Testimonianza di C. letta da Barbara (settore brokers)

Buongiorno,
da molti anni lavoro come impiegata nella stessa agenzia assicurativa.

Durante la gravidanza ho inutilmente combattuto il fumo nei locali in cui lavoravo finché una legge ci ha definitivamente protetti, ho sopportato cambi di orari aumenti e riduzioni di ore lavorative per paura di perdere il posto di lavoro, sono passata sopra a trattamenti poco rispettosi, ho accettato prima un part-time e poi un rientro a tempo pieno per esigenze d’ufficio, ho stretto i denti e mi sono fatta in due quando hanno ridotto il personale o non hanno sotituito chi era in maternità. Ho superato trapassi di agenzia e gestioni temporanee, ho sopportato mogli, figli parenti e amici vari come “colleghi”.

Mi sono sentita dire che, oltre al resto, devo anche fare produzione e ho accettato anche questo,  autoconvincendomi che professionalmente per me sarebbe stata una crescita senza però mai passare sopra alla mia moralità e, a dispetto di quanto mi volevano imporre, ho sempre lavorato con onestà senza cercare di vendere ad ogni costo.

Ogni anno sono arrivata sfinita a Natale e distrutta  al 31 dicembre con ovvia poca voglia di fare festa, ma il 2 gennaio mi ha sempre trovata pronta al lavoro.

Tutto ciò mi ha lasciato delle belle cicatrici e un pò di amaro in bocca ma, nota positiva, anzianità, livello e uno stipendio dignitoso.

Bene tutto questo me lo sono GUADAGNATO e voi, che non so neppure chi siete, avete deciso di poter decidere del mio futuro senza neppure chiedermelo. Avete deciso di dare una bacchetta magica in mano agli agenti con la quale possono annullare livelli, aumenti di stipendio e mansioni ma soprattutto toglierci la dignità sul posto di lavoro.

Da sempre lavoriamo sul filo del rasoio sapendo che domani potremmo essere licenziate…non era un’arma sufficiente per gli agenti.

Beh io non ci sto, ho lottato fin’ora e continuerò a combattere perché io devo lavorare per vivere e non vivere per lavorare e non sono disposta a perdere il rispetto di me stessa. Io credo che, con l’illusione di ridurre le spese agli agenti, voi state spingendo le agenzie a ridurre naturalmente tutta la professionalità del personale presente in agenzia, cosa che fin’ora ha fatto preferire la polizza in un’agenzia classica rispetto a quella di una fatta al telefono o su internet.

La competenza delle impiegate delle agenzie fanno la differenza, senza di loro gli uffici chiuderanno e con loro le provvigioni agli agenti.

A voi la conclusione su chi ci guadagna. E allora di chi state facendo gli interessi?

Associata FISAC dal secolo scorso

Questo testo l’ho inviato anche via mail a Fesica a dicembre per protestare contro gli accordi fatti con SNA.

Io sono tra le fortunate a cui gli agenti, dopo qualche accenno alla possibilità di adottare il contratto pirata, hanno applicato l’altro: vuoi perché ho degli agenti con un po’ di coscienza, vuoi perché hanno paura di una causa, vuoi perché ho la fortuna di avere una collega che mi appoggia in questo e insieme riusciamo ad essere molto più forti e convincenti.

Oggi sono qui per solidarietà con chi non è stato fortunato come me e per ringraziare chi prima di me ha lottato duramente affinchè io avessi ciò che ho oggi.

So come sia difficile per l’impiegato sentirsi forte davanti all’agente ma Vi ricordo che se noi abbiamo bisogno di lavorare loro hanno bisogno di chi SA lavorare…pensate a cosa succede soprattutto nella piccola agenzia quando siete a casa voi…passa un giorno senza che vi chiamino? E quando sono in vacanza loro riuscite ad arrangiarvi?

Non siamo così sostituibili, non è un lavoro che si impara a scuola, e se in agenzia non si lavora decentemente prima o dopo se ne pagano le conseguenze…e i primi che pagano sono loro agenti.

Purtroppo siamo poche goccie che cadono su un terreno arido ma se diamo l’esempio forse la prossima volta ci sarà qualche goccia in più.

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