Trento 23 giugno: la testimonianza di M. letta da Silvana (dipendente direzionale)



Testimonianza di L., dipendente di Agenzia Assicurativa, letta da Silvana (dipendente direzionale)

VERGOGNA 
è la parola  che rivolgo allo SNA,
a chi ha ideato il “nuovo” contratto nazionale di lavoro per i dipendenti di agenzie assicurative
e
a chi lo sta applicando.

Iniquo,
umiliante,
i termini che meglio descrivono l’essenza di un contratto che ha tutti i requisiti per essere definito “pirata”.

Quando nel dicembre 2014 ho preso visione degli articoli che lo costituiscono ero
incredula,
pensavo ad uno scherzo,
mi veniva da ridere:
come può un contratto tutelare una parte e non prendere in minima  considerazione l’altra? 

Purtroppo, dribblando i sindacati confederali lo SNA ha  creato  qualcosa di
indegno
e
oggi,
non rido più.

Scippata clamorosamente la parte economica che spettava,
smantellata la parte normativa,
calpestati diritti e tutele,
privata di  qualsiasi valore la  professionalità,
la  correttezza
e la  dignità dei lavoratori.

Ma se per  i dipendenti di vecchia data come me non c’è più rispetto e  speranza,
ho pensato, 
ci sarà almeno un’occhio di riguardo per i giovani: macchè!

Apprendistato prolungato a 48/60 mesi,
riduzione della parte economica,
periodo di prova elevato a 6 mesi.

Voglio gridare che lo stato di necessità delle persone non può e non deve rendere lecito qualsiasi sopruso
e
mi chiedo:
questo disastro è forse conseguenza della famigerata crisi?
Non credo.

Gli  agenti sono  imprenditori disperati che non sanno  più come tirare avanti?
O  piuttosto,  qualcuno sta cavalcando l’onda della crisi per ottenere il massimo riconoscendo il minimo?

E’ una vecchia storia…
Meditiamo.
Noi dipendenti, nonostante tutto, non ci diamo per vinti

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