Un “nuovo” piano industriale



Nel pomeriggio di mercoledì 14 ottobre u.s. il Direttore Generale di Veneto Banca, Cristiano Carrus, nominato Amministratore Delegato dopo le dimissioni del dottor Matteo Zoppas, ha presentato alle OO.SS. del Gruppo Veneto Banca il nuovo Piano Industriale 2015-2020 che modifica quello presentato lo scorso 1 aprile.

Veneto Banca punta a recuperare una carenza di capitale che ammonta a un miliardo di Euro, al rilancio del brand e della reputazione, al miglioramento del grado di fidelizzazione della clientela, dei presidi del rischio in particolare di quello del credito.

Per ora ci limitiamo a segnalare che l’azienda ha confermato il numero complessivo di 430 esuberi così individuati: 248 da revisione modello organizzativo Rete (Hub&Spoke), 130 da riportafogliazione Small Business, 109 da razionalizzazione attività Direzione Generale, al netto di 57 entrate per rafforzamento struttura e qualificazione di servizi.

Sottolineiamo che le 110 uscite già definite nei tempi e nei modi con l’Accordo del 15 luglio scorso, per il quale dobbiamo ancora esperire le verifiche previste dall’Accordo stesso che auspichiamo si possano fare prima possibile, sono parte dei 430 complessivi.

I restanti 320 esuberi, in un periodo temporale più lungo (2015-2020), dovranno essere verificati con molta attenzione perché siamo convinti che questo numero possa essere contenuto attraverso il rafforzamento di strumenti quali il Part-Time, la Flessibilità, il Turn-Over su cui abbiamo già registrato la volontà dell’azienda di intervenire.

Novità che timidamente si erano affacciate con l’Accordo di luglio e su cui vogliamo credere vi sarà conferma e coerenza di impegni.

Precisiamo che tutto ciò sarà oggetto delle trattative che si apriranno a tempo debito, quando il Gruppo avrà formalizzato analiticamente i progetti di razionalizzazione del personale e aperto le procedure previste dal CCNL. In quella sede presteremo particolare attenzione alle possibili ricadute sul personale in materia di revisione dei ruoli ed esternalizzazione di servizi e chiederemo che il risparmio sulle consulenze esterne diventi una pratica costante.

L’A.D. ha dichiarato che per attuare il “nuovo” Piano Industriale ha “bisogno di ciascuno di voi”.

Da parte nostra non possiamo che ribadire la nostra disponibilità al confronto chiedendo di iniziare da un segnale tangibile come la proroga del CIA che contribuirà nel ridare un po’ di serenità a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori del Gruppo Veneto Banca ai quali verrà chiesta, ancora una volta, una buona dose di sacrifici.

Con l’occasione vi segnaliamo che un primo passo è già stato fatto avendo le scriventi, la scorsa settimana, sottoscritto un accordo per la continuità delle prestazioni e delle condizioni sanitarie per il 2016.

Inoltre è stata finalmente istituita la Commissione Bilaterale sulle Pari Opportunità.

Montebelluna, 15 ottobre 2015

COORDINAMENTI AZIENDALI E DI GRUPPO VENETO BANCA F ABI FIRST/CISL FISAC/CGIL UILCA UNISIN

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Un “nuovo” piano industriale

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