Novità su visite fiscali e ticket sanitari

Visite fiscali: esenzione dalle fasce di reperibilità

Con Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dell’11 gennaio 2016 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 16 del 21 gennaio 2016) dal 22 gennaio 2016 sono entrate in vigore le seguenti esclusioni dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilita’ per i lavoratori dipendenti dai datori di lavoro privati, per i quali l’assenza e’ etiologicamente riconducibile ad una delle seguenti circostanze:

a) patologie gravi che richiedono terapie salvavita, risultanti da idonea documentazione, rilasciata dalle competenti strutture
sanitarie, che attesti la natura della patologia e la specifica terapia salvavita da effettuare;

b) stati patologici sottesi o connessi ad una situazione di invalidita’ che abbia comportato una riduzione della capacita’ lavorativa, nella misura pari o superiore al 67 per cento.

PS: le fasce di reperibilità vanno dalle 10,00 alle 12,00 e dalle 17,00 alle 19,00 indipendentemente dall’effettivo orario di lavoro da svolgere nella giornata

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Decreto “Appropriatezza” del 9 dicembre 2015

Il decreto individua le condizioni di erogabilità e le indicazioni di appropriatezza prescrittiva delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale erogabili nell’ambito del Servizio sanitario nazionale di cui al decreto ministeriale 22 luglio 1996.

Per ben 203 prestazioni mediche la fruizione del ticket è stata limitata a condizioni piuttosto restrittive, il che di fatto comporterà che queste prestazioni sanitarie diventeranno in gran parte a carico del cittadino.

Tra le prestazioni fuori tutela troviamo anche analisi che si effettuano abbastanza spesso per prevenire importanti patologie, come colesterolo e trigliceridi: queste analisi possono essere ora prescritte in casi ben precisi, dietro valutazione di opportunità del medico; medico che subirà delle salate sanzioni, per le prescrizioni non strettamente necessarie.

Nessuna elasticità, dunque, nonostante la prevenzione sia fondamentale per evitare seri problemi, ed anche maggiori esborsi per la sanità pubblica: se le analisi utili a prevenire una determinata patologia possono avere un costo non indifferente, il costo delle cure per la patologia è comunque notevolmente più elevato delle spese legate alla prevenzione.

È altrettanto chiaro che, per molti cittadini, non poter fruire del ticket significherà dimenticare la prevenzione: esistono delle analisi che, senza la tutela, arrivano a costare migliaia di euro.

In allegato due note tratte dai siti:

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ALLEGATO
Decreto ‘Appropriatezza’: Esami a carico del cittadino

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