Alleanza: comunicato sulla situazione aziendale



Lavoratrici e Lavoratori di Alleanza,

Generali è, tra i gruppi assicurativi, quello in cui il divario tra retribuzione dei manager e dei lavoratori è il più elevato in assoluto del mercato, pari a 117 volte, come si evince anche da un’indagine Uilca sulle retribuzioni 2015 del management nelle società quotate dei settori bancario ed assicurativo.

Durante la convention agenti di Genova dello scorso 16 febbraio, sono stati comunicati i dati del 2016, che si è chiuso con una raccolta premi di 4,6 miliardi di euro, in crescita del 2% sul 2015, una raccolta netta vita di 1,4 miliardi, +25%, nuova produzione a 2 miliardi  e piani previdenziali in incremento del 38%.

A tanta generosità nei confronti del management ed ai risultati eccellenti prodotti, non corrisponde purtroppo altrettanta attenzione nei confronti dei lavoratori di  Alleanza che questi risultati hanno prodotto, anzi assistiamo ad un ulteriore peggioramento delle condizioni operative.

Con l’inizio dell’anno  2017:
–  è stato restituito solo il 50% di quanto sottratto nel 2016 sui rappel ai produttori

è stata abolita “La Fiducia Premia”, meccanismo che garantiva ai produttori che chiudevano il 2016 l’esercizio in incremento di almeno il 7% sul 2015 la stessa retribuzione che avrebbero avuto nel 2015, si penalizzano così i lavoratori che non hanno condizioni di portafoglio/collaboratori e mercato per raggiungere la media di 250.000 quote necessaria per avere una normale retribuzione; 

si continua a dividere i lavoratori in due categorie, nonostante il fallimento evidente di questo modello che vede diminuire costantemente i “leader”, ora chiamati extraperformer, esistono addirittura interi IR in cui non c’è neanche un’agenzia Extraperformer e non perché manchi la capacità lavorativa ma perché le condizioni di mercato non lo permettono, così facendo si scarica sui lavoratori l’inapplicabilità  generalizzata  di un modello remunerativo studiato per le aree più ricche del nostro Paese, aree in cui comunque non mancano casi di forzature lavorative per raggiungere obiettivi diventati sempre più irragiungibili.

Nonostante l’azienda avesse annunciato in settembre il “potenziamento del ruolo manageriale degli Agenti Generali”, i silos assegnati alle agenzie sono stati drasticamente tagliati:

1)  Il Silos Formazione è stato sottratto alle agenzie e affidato agli Ispettorati Intermedi. Ciò comporta che l’Agenzia Generale, il centro dove  più intensa e frequente  è la formazione, è priva di risorse, mentre la formazione accentrata per forza di cose è più sporadica, maggiormente costosa per la necessità di affittare sale capaci di contenere decine di persone costringendo nel contempo i lavoratori a maggiori spostamenti con i relativi pericoli conseguenti e spreco di tempo e denaro per raggiungere le sedi di formazione.

2)  Il Silos Costi Agenziali è in diminuzione, in alcuni casi è stato talmente decurtato da non   permettere  più quella “animazione della rete” che da sempre è una delle leve  motivazionali per il conseguimento dei risultati.

3)  Il Silos Extrapiano è stato drasticamente tagliato, abbattendo la leva manageriale che permette agli agenti di motivare i propri collaboratori al raggiungimento di specifici risultati a  livello agenziale.
4) 
Il Silos Dislocazioni subisce diminuzioni in quasi tutti gli IR, con penalizzazioni che arrivano al 30%.

5)  I Silos Recruiting ed Eventi di Recruiting continuano ad essere assolutamente vuoti.

Ogni azienda, che punti ad un incremento, aumenta gli investimenti per raggiungere il risultato richiesto, in Alleanza invece si continua a chiedere di più tagliando gli investimenti e la remunerazione dei lavoratori: è il caso degli obiettivi protection del Bonus Mix cresciuti di oltre il 200%, dovremmo raddoppiare il fatturato dello scorso esercizio per guadagnare le stesse cifre!

Questa non è un’incentivazione: è il fissare obiettivi irraggiungibili per non retribuire le persone.

A ciò si aggiunge che le condizioni degli uffici permangono di assoluto degrado: le pulizie degli Ispettorati Principali,  nonostante le nostre  ripetute  proteste,  continuano ad essere effettuate una volta alla settimana per mezz’ora, costringendo i lavoratori ad operare e ricevere i clienti in ambienti malsani, con anche un danno d’immagine  per l’azienda.

Non mancano  le pressioni commerciali spesso accompagnate da minacce di trasferimento  e/o di licenziamento

Così come i vertici Alleanza continuano a spingere impropriamente per il collocamento di prodotti ibridi, indipendentemente dalle reali esigenze del cliente. Stiamo, con consulenti e legali, valutando se esistano i presupposti per denunciare l’azienda agli organi competenti.

In questo clima i lavoratori di Alleanza continuano ad operare con impegno, ma sempre più demotivati, con frequenti abbandoni per passare alla concorrenza e conseguenti attacchi sul portafoglio.

È stato, inoltre, comunicato alla stampa il completamento della dotazione di tablet alla rete:  questo è falso! Sono ancora centinaia i TS che attendono i nuovi strumenti.

Senza trascurare le ripercussioni che potrebbero derivare dai nuovi rilasci informatici relativi alla stampa delle proposte e, a breve, anche dei modelli 39 e 19  direttamente da parte dei TS. Oltre ad aumentare le incombenze e le responsabilità dei TS, si teme che l’azienda, nonostante le smentite, stia portando avanti il progetto dei poli amministrativi togliendo gli impiegati amministrativi dalle agenzie.

Appare, in ogni caso,  chiaro che in Alleanza si stia applicando la politica “dell’asino di buridano”: sottrarre meticolosamente l’alimentazione per risparmiare, sappiamo tutti com’è andata a finire e chiediamo che si cambi strada. Per un Alleanza più forte e produttiva è necessario che i lavoratori siano messi nelle migliori condizioni operative, di motivazione e retribuzione.

Senza dimenticare che, all’inizio dell’anno, sono stati effettuati numerosi trasferimenti all’interno dell’organizzazione produttiva, a tutti i livelli, e che a tutt’oggi le persone non sanno ancora come verranno retribuite e tanti si stanno sobbarcando i costi per percorrere centinaia di chilometri di tasca propria.

Lo scorso 22 febbraio è stata siglata l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL ANIA ed ancora una volta la richiesta dei lavoratori di Alleanza di ingresso nel contratto di categoria è stata respinta. Prosegue, quindi, la discriminazione dei lavoratori di Alleanza, unici tra le grandi compagnie assicurative, a vedersi negata l’appartenenza al contratto di settore.

Tra qualche mese conosceremo i dati di bilancio e toccheremo con mano quanta ricchezza è passata dalle tasche di chi lavora a quelle dell’azionista.

Il nostro paese non cresce e non crescerà fino a quando le aziende continueranno a comprimere il reddito disponibile  dei lavoratori, le politiche remunerative di Alleanza contribuiscono a deprimere il cattivo andamento dell’Italia e questo è anche eticamente scorretto.

CHIEDIAMO CHE SI RICONOSCA ALLA RETE  UN’EQUA REDISTRIBUZIONE DEI PROFITTI GENERATI E CHE CESSINO LE POLITICHE CHE STANNO MINANDO L’ESISTENZA STESSA DELLA NOSTRA AZIENDA.

Se l’azienda dovesse proseguire con queste politiche suicide chiameremo tutti i lavoratori alla protesta  ed alla mobilitazione per ottenere IL GIUSTO per tutti.

I Coordinamenti Nazionali di Fisac/Cgil e Uilca/Uil

ALLEGATO
Ania: Comunicato sulla situazione aziendale

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