08 Congedo di maternità e paternità 04 Congedo di maternità anticipato

L’art. 17 del T.U., come modificato dall’art. 15 del D. L. 5/2012, prevede che il congedo di maternità possa essere anticipato su richiesta della lavoratrice all’Azienda Sanitaria territorialmente competente – nel caso di cui alla lettera a) che segue – o alla Direzione Provinciale del lavoro – nei casi di cui alle lettere b) e c) che seguono – sulla base di accertamento medico, quando sussistano le seguenti circostanze:

a) nel caso di gravi complicanze della gestazione o preesistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza;
b) quando le condizioni ambientali o di lavoro siano ritenute pregiudizievoli alla salute della donna e del bambino;
c) quando la lavoratrice, addetta a lavorazioni pesanti, pericolose o insalubri, non possa essere spostata ad altre mansioni.

Per fruire del congedo di maternità anticipato di cui alla lettera a) la lavoratrice deve presentare domanda – direttamente o per il tramite del proprio ginecologo – su modulo predefinito dall’ASL di competenza, corredata dal certificato medico attestante il rischio. Solitamente i siti internet delle ASL contengono tutte le informazioni utili in proposito.
Una volta verificati i requisiti previsti (le modalità variano a seconda che il certificato sia rilasciato da un medico convenzionato con il SSN o meno) il provvedimento di interdizione viene adottato entro sette giorni dalla ricezione della domanda. Copia del provvedimento viene consegnata all’interessata o spedita per posta al recapito indicato, e inviata al datore di lavoro e all’INPS.
Qualora entro i 7 giorni non venga emesso alcun provvedimento la domanda si intende accolta.

Se all’atto della richiesta di congedo anticipato per complicanze la lavoratrice è a casa in malattia con certificato medico, bisognerà distinguere tra due casi:

• congedo anticipato richiesto per un periodo limitato di tempo (cioè è indicata una prognosi): qualora il provvedimento per determinare la durata del congedo non sia ancora intervenuto, la lavoratrice deve riprendere il lavoro alla scadenza del termine indicato nel certificato medico o prolungare la malattia con ulteriore certificato;

• congedo anticipato richiesto fino all’inizio del normale congedo di maternità (non è indicata una prognosi): nella ricevuta rilasciata dall’ASL territoriale di competenza alla lavoratrice all’atto della ricezione della documentazione (e da consegnare quanto prima al datore di lavoro) è già riportata la dicitura che “la lavoratrice è da considerarsi fin da subito in congedo di maternità anticipato”; pertanto non è necessario presentare alcun ulteriore certificato di malattia.

L’astensione dal lavoro di cui alle lettere b) e c) può essere disposta anche su richiesta del datore di lavoro oppure d’ufficio dal Servizio Ispettivo del Ministero del lavoro.

Share on facebook
Share on twitter
Share on print
Share on email
Share on whatsapp
Torna su