Trento 23 giugno: la testimonianza di Milva dipendente di agenzia



Testimonianza di Milva, dipendente di Agenzia (letta dalla lavoratrice ai manifestanti a Trento)

Buongiorno a tutti,

L’articolo 40 della Costituzione prevede il diritto di sciopero, ma come per tante altre leggi nel nostro Paese, sempre più spesso questo rimane sulla carta. Una valanga di parole scritte che di fatto, nella realtà non sono e/o non possono essere messe in pratica. Quanti sono i lavoratori che non possono scioperare, manifestare o indire e partecipare ad assemblee sindacali? Il dipendente di agenzia in appalto è certamente fra questi.

Lo status del dipendente di agenzia in appalto è quantomeno anomalo, egli risponde a:
– datore di lavoro (agente o agenti) e molto spesso ai loro congiunti perchè in molti casi le agenzie sono a conduzione famigliare;
– capoufficio (qualora ci sia);
– compagnia o compagnie in caso di plurimandato e qui prima di aprire un sottoelenco che riporto più avanti, vorrei spendere due parole circa il fatto che, sul rapporto lavorativo tra dipendente e agente la compagnia sembra non aver nulla da dire. Dovrebbe essere anche nel suo interesse capire cosa avviene tra queste due figure che lavorano entrambe per lei. Il dipendente di agenzia sembra far parte di un altro mondo. E’ il cugino povero del dipendente di direzione eppure, la compagnia dovrebbe essere a conoscenza del fatto che la prima persona con cui si confronta il cliente, quando entra in agenzia è proprio il dipendente di agenzia.

Ma continuiamo l’elenco che ho testè parcheggiato:
– ispettori commerciali che premono con varie strategie oltre che sugli agenti, anche sui loro dipendenti;
– assuntori e operatori di direzione che si possono interpellare via mail. Il telefono ormai è una tecnologia vetusta e quindi meglio passare ore a – scrivere e rispondere a miriadi di mail. Tra l’altro spesso non si riesce ad avere delle risposte certe sino in fondo;
– liquidatori….. idem come sopra;
– intermediari e quindi broker, collaboratori e subagenti;
– clienti.

E i dipendenti di agenzia che devono confrontarsi con tutte queste figure e i loro umori, come vengon ricompesati?

ideona!! facciamogli un contratto nuovo. Più moderno, al passo con i tempi, più che altro… più snello.
Togliamogli dei soldi, togliamogli gli arretrati, togliamogli i superminimi, togliamogli gli scatti, togliamogli il sabato, togliamogli i semifestivi, togliamogli financo la dignità. Tanto questi non parlano e se anche qualcuno di loro dovesse chiedere qualche spiegazione, che importa? Non è d’accordo? Prego accomodarsi…. avanti un altro!

La qualità del lavoro non è importante. Anni fa chi aveva le conoscenze, chi sapeva fare un lavoro non aveva paura di nulla. Oggi in troppe realtà questo non conta più o conta ben poco. La conoscenza spesso lascia il posto al pressapochismo. Lasciamo a casa chi sa fare e costa (ma costa quanto … dico io…. non mi sembra che le retribuzioni siano così ragguardevoli) e prendiamo qualcuno che non sa fare ma che costi meno e che sia disposto o obbligato a fare tutto quel che gli si chiede. Se sbaglia un lavoro lo si rifà, magari anche più volte.

Il progresso ci ha portati a che una persona a tempo pieno non riesca a mantenere sè stessa: sarà mai possibile? Contratti a 700 – 900 – 1.000 Euro al mese. Stages, perchè vanno molto di moda, a 300 – 500 Euro al mese per 8 – 10 ore, quando non sono anche gratis.

Qualcuno dovrebbe spiegarmi, perchè io nella mia ingenuità non lo capisco, come possa ripartire l’economia… Come può la gente spendere quando in molti casi non sa se mangiare o pagare le bollette? Se curarsi o onorare il mutuo sulla casa?

Non mi sembra che bisogna essere dei grandi economisti per capire questo, anche se lo stesso Fitoussi sostiene che vi è anche una parte di economisti, ritenuti tra i migliori, che investono la loro intelligenza nella costruzione di teorie la cui complessità è seconda solo all’inutilità.

Cari signor Demozzi e compagnia cantante: dovreste sapere, se è vero che siete dei bravi imprenditori, che se un operario viene pagato dignitosamente dal suo datore di lavoro è molto probabile che si compri una utilitaria e che questo lavoratore si presenti nella vostra agenzia per assicurarla questa utilitaria. Stipuli con voi la polizza R.C.A. e magari aggiunga anche qualche altra garanzia. Può anche essere che se gli avanza qualche euro, sia interessato ad assicurare la casa di proprietà, piuttosto che chiedere una polizza vita.

D’altro canto il dipendente della vostra agenzia che venga retribuito dignitosamente può a sua volta recarsi dal datore di lavoro dell’operario di cui sopra per cambiare i mobili di cucina, piuttosto che chiedere la ristrutturazione dell’appartamento, o ancora che riesca ad andare a mangiarsi una pizza proprio dal pizzaiolo che ieri vi ha chiesto di assicurare l’attività.

Ecco è così che a mio avviso l’economia gira.
E’ così che, cari signor Demozzi e compagnia cantante, che potrete continuare a lavorare anche voi.

Perchè è tutto legato da un filo invisibile che se si spezza manda tutti a gambe all’aria,
… anche lei signor Demozzi.

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