Non è scuola Non è lavoro – Presidio in solidarietà di Lorenzo Parelli

Manifestazione studenti a Vicenza in memoria (arrabbiata) di Lorenzo Parelli

CGIL al loro fianco. Il PCTO va qualificato, non buttato via

NON E’ SCUOLA. NON E’ LAVORO. Questo scrivono gli studenti sui loro cartelli, addolorati, arrabbiati, preoccupati, dopo quanto è capitato al loro compagno di Udine, Lorenzo Parelli, studente di 18 anni, in tirocinio curricolare in PCTO (ex alternanza scuola lavoro) in un’azienda metalmeccanica, schiacciato da un gigantesco tubo di 150 chili. Morto.

Noi siamo al loro fianco.

Questa non è scuola: in questi anni si è investito troppo poco nella scuola e la pandemia lo ha disvelato dolorosamente. La DAD ha avuto effetti devastanti su molti ragazzi e ragazze. Ma denunciavamo già da anni un ‘disinvestimento’ miope: i ragazzi sono il futuro del Paese! Lo denunciavano i rappresentanti degli studenti. Lo denunciavano i rappresentanti dei lavoratori, in sciopero su questo anche il 10 dicembre scorso.

Così come si è investito poco sul lavoro, che non pare più al centro degli interessi della politica. Salvo eccezioni, che per fortuna ci sono, l’occupazione é poca; soprattutto per quella giovanile e femminile siamo agli ultimi posti in Europa. I NEET (ovvero i giovani che non studiano, non lavorano e non sono in formazione) sono in crescita. Molti ragazzi emigrano.

Il lavoro é retribuito male, crescono i ‘lavoretti’, crescono i working poor (i lavoratori poveri) che sono quasi 3 milioni in Italia, cresce il lavoro precario (l’80% delle assunzioni -anche a Vicenza- sono a termine e molti sono i part-time spesso involontari, spessissimo femminili), crescono inaccettabili tirocini extra-curricolari pagati 450 euro al mese…

Si investe poco per la salute e la sicurezza sul lavoro ed arriviamo così a 3 morti sul lavoro al giorno -crudele conta- , si risparmia sulla formazione, si spinge sulla produttività, si fa finta di niente…

No, questo non è lavoro.

No, così non va.

Scuola, lavoro. Convinti che si debba cambiare, la Cgil ha accettato la sfida dell’alternanza scuola-lavoro, ha firmato Protocolli in Regione Veneto, interviene gratuitamente nelle scuole su argomenti qualificati: i diritti e i doveri nel lavoro, la sicurezza, l’orientamento. Accoglie ragazze e ragazzi nelle proprie sedi.

Con questo crede di contribuire ad immettere innovazione nella scuola, nelle imprese e anche nel sindacato (avere ragazzi nelle nostre sedi fa imparare!). Crede di facilitare l’accesso consapevole dei giovani nel mondo del lavoro, facendo capire che nessun diritto è dato per sempre e che tocca a loro difenderlo. E pensa di stimolare la loro partecipazione attiva nella vita sociale e politica: prima che buoni lavoratori che siano buoni e attivi cittadini!

Per questo, oggi, abbiamo lanciato a studenti e studentesse una proposta di alleanza.

Quando l’alternanza non va bisogna denunciarlo, alla scuola innanzitutto, al Provveditorato agli studi, ma anche a noi. C’è una “Carta dei diritti e dei doveri” degli studenti: bisogna conoscerla e rivendicarla. E bisogna imparare a dire qualche no: difficile ma non impossibile, soprattutto se non si é soli.

Il PCTO va rivisto, controllato, qualificato, non buttato via.

La scuola è un ponte verso il lavoro e le aziende, anche, ma prima di tutto è crescita e formazione personale e non può essere funzionale alle imprese, mai. Il tirocinio non può diventare una forma di sfruttamento. E soprattutto: basta, basta, basta morti sul lavoro.

Oggi però, intanto, siamo tutti Lorenzo. Sangue del nostro sangue.

Come hanno urlato i ragazzi e le tante ragazze intervenute oggi pomeriggio: a loro va la nostra solidarietà e il nostro impegno convinto.

Marina Bergamin. – Resp.dipartimento mercato del lavoro

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