CCNL Ania: cosa vuole la Fisac!



Nella prima giornata di questa nuova tornata di incontri con ANIA, le OO.SS. hanno richiesto gli approfondimenti necessari a capire nel dettaglio, argomento per argomento, le posizioni della controparte rispetto al cosiddetto perimetro negoziale ed a quanto era stato convenuto nelle giornate dell’ 11 e 12 maggio.

Le disponibilità di ANIA rispetto ai temi centrali della piattaforma sindacale (area contrattuale, call center, LCA ed economico) restano vaghe; così come resta necessario da approfondire l’ambito delle richieste della controparte in tema di fungibilità, tabella unica e orario di lavoro.

Considerata la situazione e nonostante la contrarietà di ANIA, che pretendeva invece dalle OO.SS. delle proposte strutturate su tutti i temi, si è convenuto di dedicare la giornata successiva ai dovuti approfondimenti.

Pertanto nella giornata del 31 si è entrati nel merito dei vari punti e ANIA ha esplicitato e spiegato la propria posizione su:

Area Contrattuale

• Disponibilità ad applicare il ccnl ANIA a società non di proprietà assicurativa sottoscrivendo un impegno al mantenimento dell’applicazione anche in caso di eventuale esternalizzazione delle attività di call center.
• Disponibilità a sottoscrivere
una dichiarazione che riconosca il ruolo di agente contrattuale dei sindacati firmatari del ccnl ANIA anche per il contratto dell’appalto assicurativo.
• Disponibilità a definire un’ansa contrattuale in cui richiamare il ccnl di Alleanza prevedendo un ruolo attivo delle Segreterie Nazionali.
• Difficoltà ad accogliere la richiesta sindacale relativa ad un’ansa contrattuale in cui richiamare il ccnl AISA poiché si tratta di un ccnl firmato da un’altra associazione datoriale (che avrebbe diffidato dal prendere qualunque impegno in nome e per conto suo), quindi si pone un problema giuridico.

LCA

– l’ANIA propone d’ inserire nel fondo di solidarietà di categoria una sezione emergenziale ad “hoc” per i lavoratori di quelle aziende che in futuro dovessero trovarsi in liquidazione coatta amministrativa (sparisce l’ipotesi iniziale, respinta dal sindacato, di comprendere anche i lavoratori di imprese non in liquidazione).
Si tratterebbe di una forma di integrazione alla naspi che quei lavoratori percepirebbero in quanto licenziati; i contributi per coprire la sezione emergenziale del fondo si farebbero derivare dai contributi ordinari (che attualmente sono divisi in 0,20% azienda e 0,10% a carico lavoratori).
Il tutto previa verifica con inps e ministero per le modifiche al fondo.
Perimetro allargato anche alle società che trattano il non auto.
Nessuna disponibilità alle percentuali – neppure minime – di ricollocazione dei lavoratori nelle altre aziende.
Tutte le soluzioni
che si andranno a trovare varranno per il futuro.

Call center

– disponibilità ad allocare una sezione ad “hoc” dei call center nella parte prima, mantenendo le specificità normative del mondo call center, così come oggi previsto dalla parte terza, con trattamento economico diverso dagli amministrativi (sez. I tabellare e sez. II tabellare più provvigioni).
Per quanto concerne le fungibilità all’interno dei call center vorrebbero prevedere la mera salvaguardia economica per gli addetti alle vendite in caso di passaggio a mansioni diverse dalla vendita, con modalità da stabilire a livello nazionale. Per i nuovi assunti non si prevede la salvaguardia economica ma la fungibilità piena. Inoltre in caso di riorganizzazione e ristrutturazione i 3° livelli amministrativi sarebbero fungibili con gli addetti al call center.

Fungibilità funzionari

– l’ANIA propone la figura del funzionario unico, più flessibile rispetto ai processi organizzativi delle imprese, salvaguardando le attuali indennità economiche per coloro che sono già in servizio.

Economico / Tabella unica

– previsione di un’unica tabella, quella post ’99, con assegno ad personam non assorbibile per gli ante ’99 a salvaguardia dell’attuale retribuzione, con eventuale previsione di indicizzazione dell’assegno. Creazione per i nuovi assunti di una tabella con i valori della post ’99 che si fermerebbe all’ottava/nona classe di anzianità, con classi triennali, tranne l’ultima di durata quadriennale.

Orario di lavoro

– l’Ania ha ribadito l’esigenza di prevedere a livello aziendale, laddove richiesto dalle imprese, la possibilità di rivedere la distribuzione dell’orario di lavoro attraverso modalità di confronto con le RSA, che prevedano tempi certi ed esigibilità’ per la definizione di un accordo.

Il giudizio sulle due giornate di trattativa delle organizzazioni sindacali è stato variegato a seconda degli argomenti e delle
sensibilità.
Purtroppo a causa della mancanza di una posizione condivisa, non è stato possibile definire un comunicato unitario.
Infatti alcune organizzazioni, tra queste la FISAC-CGIL, hanno ravvisato nelle posizioni ANIA una diversità rispetto ai precedenti incontri, che, seppur largamente insufficienti, fanno ritenere di poter entrare nel vivo del negoziato, andando a vedere le carte per scoprire le partite economiche e definire soluzioni equilibrate e soddisfacenti sui vari temi.
Altre organizzazioni invece hanno espresso valutazioni totalmente negative rispetto alle proposte dell’ANIA.

Con ANIA si è comunque concordata unitariamente la data del 16 giugno per un’ulteriore valutazione delle condizioni necessarie ad uno sblocco del negoziato, che punti effettivamente a rinnovare il contratto.

Il giorno 15 giugno si terrà una riunione preparatoria, unitaria, delle Segreterie Nazionali.

Per la FISAC CGIL, in coerenza con il mandato dei lavoratori:

– non sono praticabili doppi regimi per i nuovi assunti.
– non deve essere applicato il Jobs act nelle mobilità infragruppo.
– occorre definire e rafforzare meglio soluzioni che allarghino l’area contrattuale nella direzione da noi indicata in piattaforma.
– sui call center il superamento della parte terza non può essere virtuale ma si deve sostanziare nel riconoscimento economico pieno del 3° livello del CCNL. Pur condividendo una sezione speciale per i call center dettata dalla necessità di mantenere l’assetto normativo specifico e scongiurare la fungibilità tra addetti ai call center e amministrativi, devono essere individuate soluzioni che distinguano, all’interno dei call center, tra venditori e altre figure, senza lasciare spazi ad iniziative aziendali sia in merito agli aspetti economici che organizzativi.
– su LCA occorre prevedere una percentuale, seppure minima, di ricollocazioni obbligatorie e soluzioni per quei lavoratori di aziende in liquidazione che oggi sono sprovvisti di paracadute.
– tutti i ragionamenti sulla tabella unica non possono prescindere dalla salvaguardia economica attuale e futura per coloro che attualmente sono collocati nella tabella ante ’99. La sola indicizzazione non sarebbe sufficiente, bisognerà trovare meccanismi ad “hoc”.
– sull’orario di lavoro occorre salvaguardare l’attuale impianto nazionale e quindi ricercare il principio dell’accordo in sede aziendale.
– in un’ottica di modernizzazione del contratto nazionale riteniamo importante prevedere un cantiere di lavoro sugli inquadramenti, per tutta la durata della vigenza contrattuale del contratto che stiamo discutendo, per la definizione di linee guida da recepire nel prossimo rinnovo.
– la fungibilità funzionari non può pregiudicare professionalità e prospettive di crescita.

Care Lavoratrici e Cari Lavoratori,
la trattativa entra nella sua fase decisiva in un quadro di complessità per l’evidente difficoltà di tenuta del quadro unitario e per le attuali distanze dalle posizioni Ania.
Fondamentali saranno la nostra compattezza interna, il coinvolgimento sui temi della trattativa di tutti i livelli dei quadri e dei lavoratori.

Fraterni saluti.

Roma, 1 giugno 2016
La Segreteria Nazionale e la delegazione trattante

ALLEGATO
Lettera agli iscritti e alle iscritte

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