Chiara, Rita e Alessandra tre donne uccise in Veneto

Chiara, Rita e Alessandra. Tre donne uccise in Veneto nel giro di pochi giorni.

7 sono invece le vittime di femminicidio su territorio nazionale in 10 giorni.

48 sono le donne uccise da inizio 2021 ad oggi per mano di un uomo.

Si tratta di donne uccise in quanto tali, donne uccise in nome di una ideolo- gia di matrice patriarcale, allo scopo di mantenerle subordinate e di annien- tarne l’identità attraverso l’assoggettamento fisico o psicologico. Si tratta di donne uccise da una persona che conoscevano: il marito, il compagno, il parente o l’ex partner o il corteggiatore respinto. Si tratta di donne uccise perché volevano sottrarsi a delle relazioni basate sul possesso, perché non volevano più rimanere in uno schema che rispettasse i ruoli di genere che viene insegnato fin da quando si è piccole e piccoli, sono donne che hanno mostrato una propria volontà e che sono state uccise perché hanno fatto un affronto alla mascolinità del killer.

E’ decisamente molto diverso da quello che purtroppo si legge su molti articoli di giornali, quando viene semplicemente definito “omicidio passionale”, “amore criminale”, “gesto folle” o “raptus incontrollato”. Non è più sufficiente indignarsi, arrabbiarsi e rimanere a guardare quanto sta accadendo.

Le istituzioni devono intervenire con la popolazione promuovendo la diffusione di una cultura del rispetto a partire dalle scuole; le norme devono essere integrate perché è evidente che il Codice Rosso non è sufficiente; e soprattutto le donne devono essere credute nel momento in cui denunciano e poi protette.

COORDINAMENTO DONNE FISAC CGIL VENETO
Rachele Berto

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